Covid19, biomarcatori prevedono il tasso di mortalità dei contagiati

Covid19, Biomarcatori predittivi del tasso di mortalità dei contagiati sono stati scoperti dagli scienziati dell’ospedale di Wuhan

Covid19 biomarcatori
Studi Covid19 – Pexels

Secondo uno studio degli scienziati dell’ospedale Tongji di Wuhan esiste un modo in grado di prevedere la mortalità dei pazienti COVID19 con una precisione superiore al 90%, selezionando tre biomarcatori. E’ possibile leggere la scoperta su Nature Machine Intelligence.

La valutazione clinica rapida e precoce della gravità COVID-19 dei pazienti è vitale. Tuttavia, non esiste un utile biomarcatore predittivo per distinguere i pazienti che richiedono cure mediche immediate e per stimare il tasso di mortalità associato.

I dottori Yuan Ye, Xu Hui e Li Shusheng dell’Università Huazhong di Scienza e Tecnologia di Wuhan, Cina, hanno analizzato i campioni di sangue di 485 pazienti della città di Wuhan per identificare marcatori significativi del rischio di mortalità.

Hanno raccolto campioni di sangue da pazienti COVID-19 nell’ospedale di Tongji. Dei 375 casi inclusi nell’analisi, 201 sono guariti e sono stati dimessi dall’ospedale, mentre i restanti 174 pazienti sono deceduti.

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Covid19, Biomarcatori predittivi: quali sono i 3 principali

Covid19 biomarcatori
Scienziati di Wuhan – Pexels

Gli autori hanno progettato un approccio matematico basato su algoritmi di apprendimento automatico ideati per identificare i biomarcatori più predittivi della mortalità dei pazienti.

Gli scienziati hanno interpretato il problema come compito di classificazione. Gli input includevano informazioni di base, sintomi, campioni di sangue e i risultati degli esami di laboratorio di un gruppo che comprendeva pazienti generali e critici.

Attraverso l’ottimizzazione, questo classificatore mira a rivelare i biomarcatori più cruciali che distinguono i pazienti a rischio imminente. Si allevia così l’onere clinico e potenzialmente si riduce il tasso di mortalità.

Il modello ha selezionato i livelli di deidrogenasi lattica (LDH), linfociti e proteine ​​C-reattive ad alta sensibilità (hs-CRP). Sono questi i tre biomarcatori più cruciali che distinguono i pazienti a rischio imminente. In particolare, livelli relativamente elevati di LDH da soli sono fondamentali nel distinguere la maggioranza dei casi che richiedono cure mediche immediate.

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Individuazione Biomarcatori – Pexels

Questa scoperta è coerente con le attuali conoscenze mediche riguardo livelli elevati di LDH. Essi infatti sono associati alla rottura del tessuto che si verifica in varie malattie, inclusi disturbi polmonari come la polmonite.

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