EasyJet licenziamenti | tagli al 30% del personale | 4500 a rischio

Situazione EasyJet licenziamenti, la compagnia aerea accusa gravissime perdite nel corso degli ultimi mesi. A farne le spese saranno migliaia di suoi dipendenti

 

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We’re restarting some flights from 15 June 2020. We have put a number of biosecurity measures in place to protect you, our aircrew and our ground crew. Watch the video to find out more.

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Brutte, bruttissime notizie per i lavoratori EasyJet, con licenziamenti annunciati dalla compagnia aerea per far fronte alla crisi affrontata negli ultimi mesi. La società inglese taglierà il 30% del suo personale, dopo che da febbraio in avanti ci sono stati voli tagliati e prenotazioni mancate, con un calo fortissimo dei ricavi.

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E purtroppo, come sempre accade in queste situazioni, le riduzioni dei posti di lavoro sono uno dei primi provvedimenti ai quali si fa ricorso. I licenziamenti di EasyJet inizieranno già a partire dai prossimi giorni, con almeno 4500 persone di un esercito di 15mila dipendenti a rischio. Inoltre l’amministratore delegato della compagnia aerea inglese, Johan Lundgren, fa sapere che i voli verso l’Italia potrebbero non essere più garantiti dalla seconda metà di giugno in poi. Questo avverrebbe qualora il nostro governo dovesse confermare le misure di distanziamento sociale a bordo degli aerei.

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EasyJet licenziamenti, la compagnia potrebbe tagliare l’Italia dalle sue rotte

Una situazione che finirebbe con lo sfavorire economicamente le compagnie aeree. “Ridurre i posti a sedere di un terzo non sarebbe una misura sostenibile da parte nostra”. Ed ancora, il governo italiano ha previsto lo stanziamento di tre miliardi di euro per garantire il rilancio di Alitalia, diretta concorrente di EasyJet. Una mossa che Lundgren definisce come una “potenziale distorsione del mercato”, nel corso di una sua intervista al Corriere della Sera. “Nonostante io personalmente sia in contatto con diversi aeroporti d’Europa per cercare di migliorare ed ottimizzare la rete sulla quale lavoriamo, alcuni scali potrebbero non vedere più la nostra presenza”.

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