Pietro Genovese chiede il rito abbreviato per l’incidente in Corso Francia

Pietro Genovese. I suoi avvocati chiedono il rito abbreviato per l’udienza che lo vede protagonista per l’uccisione di due 16enni durante un incidente stradale

Pietro Genovese
Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, Pietro Genovese – Foto dal Web

Pietro Genovese, figlio del magnifico regista Paolo, è ai domiciliari dallo scorso Natale poiché accusato di omicidio stradale plurimo aggravato avendo causato un incidente il 21 dicembre 2019 in Corso Francia a Roma. Morirono due 16enni, Gaia Romagnoli e Camilla von Freymann. 

Il prossimo 8 luglio si svolgerà la prima udienza a suo carico. Gli avvocati del giovane, Franco Coppi e Gianluca Tognozzi, chiedono che sia giudicato con la formula di rito abbreviato. L’ultima parola spetterà comunque al gip. Se la richiesta verrà accolta, Pietro Genovese avrebbe uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna e andrebbe incontro a tempi processuali più brevi.

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Pietro Genovese: Omicidio stradale o concorso di colpa?

Pietro Genovese
Striscione per Gaia e Camilla – Foto dal web

Omicidio stradale o concorso di colpa? Questo sarà il grosso nodo da sciogliere. Saranno determinanti per la ricostruzione dei fatti le immagini dei video delle telecamere di sorveglianza del Compro oro vicino al  luogo dell’incidente, oltre alle testimonianze e le misurazioni sull’asfalto dove è avvenuto l’impatto.

L’ ingegnere Scipione sostiene che sarebbero bastati meno di 2 secondi di ritardo per evitare la tragedia.

Da una prima perizia si evince che né Pietro Genovese né le due ragazze potevano reciprocamente vedersi. La sua mancata reazione è spiegata anche dal fatto che il semaforo “non consentiva il transito simultaneo dei veicoli diretti dal Gra verso Roma centro e dei pedoni, che provenivano dal lato Ponte Milvio ed erano diretti verso la collina Fleming”. Il ragazzo quindi “poteva scorgere la presenza dei pedoni solo dopo avere affiancato l’autovettura ignota.”

Non sembra però essere privo di ulteriori responsabilità; grande rilevanza ha la velocità del mezzo su cui viaggiava il giovane che probabilmente era anche al cellulare.

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La famiglia di Camilla Romagnoli, una delle due vittime, sostiene che le due 16enni stessero attraversando sulle strisce pedonali. Questa ricostruzione però è stata esclusa sia dalla perizia della Procura che dalle testimonianze dei presenti.

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