La TAV non convince la Corte dei Conti UE: antieconomica ed inquinante

La Corte dei Conti dell’Unione Europea ha bocciato la realizzazione della TAV che doveva collegare Lione a Torino: antieconomica ed eccessivamente inquinante.

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La Tav Torino-Lione che avrebbe dovuto creare un collegamento veloce tra Italia e Francia non s’ha da fare. A stabilirlo la Corte dei Conti dell’Unione Europea, ad avviso della quale la sua realizzazione non solo sarebbe antieconomica, ma sarebbe anche eccessivamente inquinante. I giudici hanno assunto il proprio convincimento esaminando i progetti di trasporto.

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Tav bocciata dalla Corte dei Conti Europea: antieconomica ed inquinante

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Nel corso dell’analisi sui costi benefici effettuati dalla Corte dei Conti Ue in merito alle infrastrutture da realizzare a livello europeo, sarebbero emerse non poche criticità. Nonostante il ruolo di primaria importanza che creerebbe un anello di congiunzione tra le nazioni con dei corridoi di trasporto, purtroppo ci sarebbero aspetti che hanno condotto i giudici a decretarne l’inutilità di realizzazione.

Nonostante la loro centralità nel mondo delle infrastrutture continentali pare che ben sei progetti su otto vedrebbero l’opera finale in funzionamento a pieno regime dopo il 2030, come invece era stato stimato. Una lentezza dei lavori di realizzazione ne pregiudicherebbe, dunque, la funzionalità. Nel 2013 le Nazioni dell’Unione Europea avevano, infatti, stabilito l’ultimazione dei lavori infrastrutturali entro il 2030. La Corte ha vagliato se il piano stilato sarebbe stato realizzato efficientemente. I progetti sottoposti alla sua disamina, dal costo complessivo di 54 miliardi di euro, però avrebbero già subito 11 anni di ritardi. Ergo impossibile una chiusura dei lavori per l’anno prospettato.

Tra questi progetti ovviamente anche la TAV che avrebbe dovuto collegare Lione e Torino. Quest’ultima con due ulteriori criticità. Non solo l’antieconomicità della sua realizzazione ma anche il fatto che quelle che sono le stime di traffico effettuate anni addietro, oggi sarebbero obsolete e lascerebbero spazio a proiezioni con valori di molto più alti. Di conseguenza si parla di un’esponenziale aumento delle emissioni.

A ciò si aggiunge che il rapporto costo-guadagni in relazione anche ai tempi di realizzazione porterebbe ad un inutile dispendio. Il tratto che collega Italia e Francia, dunque, sforerebbe il termine di realizzazione ripercuotendosi anche sui costi rispetto alle prime stime.

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Altamente preoccupanti i risvolti ambientali: in termini di emissioni di CO2 la realizzazione della TAV non apporterebbe alcun vantaggio.

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