Massimo Bossetti: “Non ho ucciso io Yara. Sono disperato, mi mancano i miei figli”

Massimo Bossetti, caso Yara Gambirasio. Nuova lettera scritta al giornalista Giovanni Terzi dove l’uomo continua a dichiararsi innocente

Caso Yara
Massimo Bossetti – Foto dal web

Sono stati eseguiti otto mila test su 54 campioni di DNA estratti dagli indumenti indossati dalla piccola Yara Gambirasio il giorno della sua morte. Dal carcere, l’unico sospettato del suo omicidio, Massimo Bossetti, continua a gridare la sua innocenza.

E’ notizia di qualche giorno fa infatti, che l’avvocato della difesa, Claudio Salvagni, ha richiesto la ricognizione dei reperti. Tuttavia la Corte ha rigettato la domanda. Ha detto:

Ciò è inammissibile. In questo periodo attaccare frontalmente la magistratura sarebbe come sparare sulla Croce rossa. Io non voglio farlo, io rispetto questo potere dello Stato. Però dico che sono rimasto basito da questo provvedimento.”

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Massimo Bossetti continua a gridare la sua innocenza dal carcere

 

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Ieri, nel corso della puntata de La Vita In Diretta, si è tornati a parlare di questo caso. Salvagni non demorde e dice di aver avanzato l’istanza di riesamina anche all’ ufficio corpi di reato che ancora deve dare risposta. Era presente in studio l’avvocato Andrea Catizzone che sostiene il diritto alla Difesa nel caso in cui ci si trovi davanti a nuove evidenze. E’ giusto anche fare una rivalutazione in base ai nuovi strumenti disponibili grazie all’avanzamento tecnologico.

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Nel frattempo Massimo Bossetti nega di aver avuto l’accesso a fotografie in alta definizione dei reperti. Non cede assolutamente ed è determinato a dimostrare la sua innocenza. Scrive queste parole al giornalista Giovanni Terzi: “Smettiamola di farci prendere in giro dal sistema. Vogliamo giustizia, sia per me che per Yara. Ho bisogno di aiuto per dimostrare l’unica e sola verità. Mi manca l’amore quotidiano dei miei figli, sono disperato. Una persona innocente deve essere disposta a tutto, anche a morire, se necessario”

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