Coronavirus, Amazzonia: indigeni curati con un farmaco per animali

Per curare il coronavirus, gli evangelici hanno distribuito agli indigeni dell’Amazzonia un farmaco usato per gli animali provocando effetti devastanti

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Covid-19 (foto Pixabay)

Con la promessa di sconfiggere il coronavirus degli evangelici hanno fatto assumere a migliaia di indigeni dell’Amazzonia un farmaco comunemente usato per curare gli animali. L’ivermectina, questo il nome della medicina propagandata dagli evangelici e dal sindaco della città di Nauta, viene usato per curare le infezioni parassitarie degli animali. Gli effetti collaterali sull’organismo umano del farmaco assunto fino ad oggi da circa 5 mila persone sarebbero “terribili“. Leonardo Tello, direttore della stazione radio locale Radio Ucamara ha parlato fra le altre cose di “attacchi cardiaci e diarrea“. Secondo Telloil sindaco della provincia e degli evangelici hanno usato le radio per chiamare i cittadini a vaccinarsi con l’ivermetina per combattere il coronavirus. Solo a Nauta almeno 5 mila persone si sono fatte somministrare il farmaco”.

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Il coronavirus in Amazzonia e in America Latina

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Vaccino – Unsplash

Il coronavirus ha colpito particolarmente l’America Latina con effetti devastanti specialmente nelle baraccopoli e nelle giungle. Solo in Perù sono stati registrati più di 8.200 morti e oltre 257 mila casi, proprio in certi luoghi è diventato particolarmente diffuso il farmaco per gli animali invermectina. La somministrazione sarebbe iniziata dopo che uno studio ne avrebbe confermato l’efficacia contro il coronavirus. In Amazzonia, Manaus è diventata tristemente nota in tutto il mondo per l’elevato numero di morti e contagi da Covid-19 paragonata a Guayaquil nello stato dell’Ecuador che è l’area più colpita di tutta l’America Latina.

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vaccino (getty images)

In Brasile il primo caso da coronavirus è stato registrato il 25 febbraio e attualmente la città di Manacapuru, nella zona metropolitana di Manaus. Qui è stata registrata la concentrazione più alta di contagi e morti da coronavirus.