Salvini, l’accoglienza a Mondragone è da incubo: “Figli della camorra”

Matteo Salvini accolto con insulti e angherie nel centro di Mondragone. Il leader della Lega, respinto dai manifestanti, non è riuscito a raccogliere consensi

Matteo Salvini
(Getty Images)

Matteo Salvini atteso a Mondragone per un comizio elettorale, si vede costretto ad annullare la seduta con i suoi rappresentanti. “La gente qui è pagata dalla camorra per fare baldoria, non è normale”.

Con queste parole il leader verde, Matteo Salvini ha calunniato i manifestanti, molti dei quali accorsi da Napoli per rovinare i programmi di giornata dell’ex Ministro degli Interni del governo M5S-Lega. La presenza del politico lombardo non è ben accetta dalle parti del Sud della penisola. Una storia dalle radici antiche, risalenti ai tempi addietro, quando i sostenitori della Padania consideravano l’Italia, una nazione divisa in due blocchi contrapposti.

Salvini aveva pianificato il tour in provincia di Caserta, nella speranza di raccogliere consensi per auspicare una precoce ripartenza e riorganizzare un quadro politico in preda alla disorganizzazione. Il tutto in vista del focolaio da Covid-19, appiccatosi nelle scorse settimane in pieno centro a Mondragone, all’interno di uno stabile di proprietà di una comunità bulgara.

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Forti tensioni a Mondragone: Salvini costretto ad interrompere il comizio

comizio salvini
comizio Salvini a Mondragone

Matteo Salvini aveva iniziato intorno le ore 18 di ieri il comizio popolare. Non appena ha ricevuto il microfono tra le mani, non ha fatto in tempo ad esordire che sono iniziati a volare insulti e minacce per la sua presenza ingiustificata.

La folla dei manifestanti ha circondato lo spazio riservato al leader della Lega, esponendo striscioni del tipo: “Sei contro i terroni, gli zingari e i neri, perchè sei venuto qui, non ci odiavi?”; “Salvini vattene!”. Il clima di tensioni non ha permesso a Matteo Salvini di continuare a presiedere il comizio con tranquillità fino alla definitiva ritirata, nonostante la pressione esercitata dalle forze dell’ordine sulla folla indiavolata.

Alle contestazioni, sono succeduti in sequenza, lancio di oggetti, repressioni fisiche condite da manganellate e altre dimostrazioni di rappresaglia che hanno provocato addirittura un ferito.

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