Gemelli uccisi, Celentano: “La rabbia è peggio del Covid”

Adriano Celentano sulla sua pagina Instagram si scaglia con una lunga lettera aperta a Mario Bressi che ha ucciso i suoi gemelli il 26 giugno, “Dobbiamo tornare bambini se non vogliamo svegliarci assassini

 

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Adriano Celentano dopo la professione come cantante da qualche tempo si sta cimentando nel proferire messaggi spirituali sulla sua pagina Instagram. Risale a non molti giorni fa il video in cui paragona la mafia e la dilagante crudeltà umana al virus che ci ha colpito recentemente, “la mafia è il Covid”. Ieri però ha pubblicato un lungo post con una lettera aperta per dire la sua riguardo il duplice omicidio di Lecco da parte di Mario Bressi che nella giornata del 26 giugno ha strangolato i suoi gemelli.  Vediamo insieme.

Dentro di noi, fin dalla nascita, coltiviamo un nemico spaventoso che è più pericoloso del Covid: il suo nome è rabbia. Una rabbia – scrive l’artista-predicatore – che ti rende pronto a scoccare la tua folle vendetta su di lei, che ha deciso una separazione che tu non vuoi accettare“.

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Un’azione – prosegue Celentano – di fronte alla quale non puoi fermarti, come purtroppo non ti sei fermato, altrimenti saresti un Uomo. E invece eri lì pronto, a qualunque suo ordine, ai piedi di sua Maestà la rabbia…Uccidere? Ucciderai i suoi figli che sono anche tuoi e che hai amato, ma non quanto ami il tuo folle desiderio di vendetta. Li soffocherai nel sonno… Poi anche tu fuggirai dalla vita come se non fossi mai nato… Ma tu purtroppo sei nato, e questo non si può cancellare. Ed è proprio nel momento in cui muori che inizia il tuo vero calvario”.

“E qui – conclude Celentano – mi rivolgo agli assassini: voi potete anche credere che Dio non esiste ma se posso darvi un consiglio, non datelo per scontato. Perché se poi Lui c’è, come è inevitabile che ci sia… la sorpresa per voi potrebbe essere catastrofica“.

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Adriano Celentano (GettyImages)
Adriano Celentano (GettyImages)

I fan hanno apprezzato molto il messaggio di Adriano e i commenti sono molto simili: “I tuoi messaggi arrivano forte e chiaro, parole impetuose, sembrano, quasi quelle dell’, Apocalisse… E chissà, tu non sia un messaggero” ma anche “Le tue parole sono vive e arrivano al cuore di tutti”.

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