Trappole per animali selvatici in Asia, il WWF lancia l’allarme

In Asia sarebbero oltre 12 milioni le trappole posizionate dai cacciatori per catturare animali selvatici: il WWF lancia l’allarme e si oppone alla barbara pratica.

Tigre
Tigre (Foto di TeeFarm-Pixabay)

Un dato sconcertante quello che giunge dal Sud-Est Asiatico. In quell’angolo di Mondo, infatti, la fauna selvatica sarebbe grandemente a rischio a causa delle oltre 12 milioni di trappole piazzate dai cacciatori per catturare specie delle volte anche in via d’estinzione.

Una pratica venatoria deplorevole, contro cui il WWF ha puntato il dito ritenendola non solo disumana ma anche pericolosa per la salute dell’uomo.

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WWF fauna del Sud-Est asiatico a rischio causa trappole

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Infografica animali catturati nelle trappole (Fonte Wwf.it)

Trappole preparate con ogni sorta di perverso ingegno le oltre 12 milioni piazzate nei territori selvaggi del Sud Est asiatico. Dei meccanismi che hanno portato ad un dimezzamento della fauna locale, andando ad incidere anche sulla sopravvivenza di specie a rischio.

A puntare il dito contro la scorretta pratica venatoria il WWF che ha denunciato l’accaduto attraverso un suo report titolato Il silenzio delle trappole: la crisi del Sud-Est asiatico. Si tratterebbe di una questione delicata perché non solo determinerebbe un grave pregiudizio per gli animali, ma anche per la salute dell’uomo.

Gli animali che cadono vittime di queste trappole finiscono mutilate ed uccise, denuncia Stuart Chapman, capo del programma Wwf Tigers Alive Initiative. Proprie quelle attrezzate con lacci di ferro sarebbero alla base della scomparsa di animali come la maestosa Tigre. In paesi come la Cambogia o ancora il Vietnam proprio le trappole avrebbero avuto un ruolo preponderante nella loro drastica diminuzione.

Proprio di una specie del grande felino, chiamato Belum-Temengor, sarebbe scomparso il 50% degli esemplari durante lo scorso anno. Ma perché tale accanimento? Sempre tramite il proprio report il WWF ha spiegato che la ragione risiederebbe nella crescente domanda delle loro carni dai grandi centri. Ma questa malpractice avrebbe anche un alto risvolto negativo, come anticipato. Inciderebbe, infatti, anche sulla salute dell’uomo. L’ingestione delle carni di questi animali potrebbe esporre a malattie zoonotiche.

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Animali
(Foto di Matthew Slowe-Pixabay)

Il grido di protesta levato dal WWF è uno: intervenire, smantellando questa rete di eccidi che non solo mette a rischio la fauna autoctona ma altera anche ecosistemi ed attenta alla salute dell’uomo.

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