Pasta. Miti da sfatare e verità sul cibo più amato dagli italiani

Pasta. Siamo conosciuti nel mondo per questo piatto succulento. Mille formati, mille condimenti, sempre buonissima. Scopriamone tutti i segreti

Pasta
Totò Miseria e nobiltà – Foto dal Web

Spaghetti, farfalle, fusilli, penne, ditali, linguine… chi più ne ha, più ne metta. La pasta è buona tutta ed è buona sempre. Che vi cimentiate in una semplicissima “aglio e olio” o in una più succulenta carbonara, è saziante, soddisfacente ed economica. Mette d’accordo tutti. E’ la regina della cucina italiana.

Ospiti a cena all’ultimo secondo? Un piatto di pasta ti salverà.

Bella calda appena “calata”, fredda nella versione insalata nelle roventi giornate estive. Trovate un difetto alla pasta, se ci riuscite. E’ impossibile.

Secondo i dati AIDEPI, gli italiani ne consumano 23 kg a testa mediamente in un anno. Da 200 anni i nostri pastai sono i primi in tutto il mondo per produzione e export di questo paradisiaco prodotto, esaltato nella dieta mediterranea.

La normativa  italiana secondo la legge del 4 luglio 1967, n. 580, sancisce che l’unica farina per la produzione della pasta secca dev’essere unicamente di semola di grano duro. Essa ha più proteine e una capacità migliore di assorbire acqua, un indice glicemico più basso e si conserva in maniera più efficace rispetto alla farina di grano tenero. Quest’ultima è adoperata principalmente per la produzione di prodotti lievitati (pizze, torte, biscotti) o per la pasta fresca o all’uovo.

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