Massimo Galli, focolai e super-diffusori: “Servono test rapidi”

L’infettivologo Massimo Galli ha lanciato un messaggio molto chiaro: questo è il momento in cui bisogna evitare in ogni modo che si inneschino nuovi focolai e in cui bisogna intercettare i super diffusori.

Infettivologo Massimo Galli
Massimo Galli lancia l’allarme Foto dal web

L’attuale quadro epidemiologico italiano al momento non desta particolari preoccupazioni. Il numero di contagi, rispetto a quelli che si stanno registrando nel resto del mondo, sarebbero infinitesimali. Le autorità sanitarie, proprio per non vanificare tutti gli sforzi sino ad ora compiuti, chiedono massima prudenza e soprattutto particolare attenzione.

Tra le autorevoli voci in materia spicca quella di Massimo Galli. Il noto infettivologo del Sacco di Milano, ha spiegato che questo è il momento in cui bisogna scongiurare l’esplodere di nuovi focolai e soprattutto tramite una capillare attività di controlli, intercettare quelli che vengono definiti come super diffusori del virus.

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Massimo Galli: attenzione a focolai e super diffusori

Protezione Civile bollettino
(Getty Images)

La possibilità che si inneschino nuovi ed ulteriori focolai non è un’ipotesi così recondita avrebbe affermato il professor Massimo Galli all’Ansa. La considerazione, ad avviso dell’infettivologo sarebbe più che ovvia: con la riapertura era impensabile che nulla sarebbe accaduto.

Per tale ragione il primario di Malattie Infettive del Sacco di Milano, sostiene: “È necessario implementare l’efficacia della medicina territoriale e soprattutto quella di individuare ed isolare – riporta l’Ansarepentinamente i focolai, ricostruendo tutte quelle che sono le reti di contatto dei soggetti infetti“.

Ad avviso del professor Galli su cento soggetti infetti, ben novanta non possiederebbero una carica virale in grado di trasmettere il Sars-Cov2, i restanti invece si e tra essi si celerebbero i cosiddetti super diffusori. È proprio su di loro, specifica all’Ansa, che si dovrebbero concentrare le autorità sanitarie, perché quasi con matematica certezza da questi pazienti deriveranno la quasi totalità dei casi futuri.

Test rapidi in vista della riapertura delle scuole

L’infettivologo ha poi aggiunto sui super diffusori che, essendo asintomatici e quindi non coscienti del fatto di essere infetti virus, agevolerebbero il contagio. Come limitare allora il diffondersi del virus? Per il professor Galli, ponendo in essere tutte le norme di prevenzione potrebbe scongiurarsi il peggio. Ivi compresa la possibilità di utilizzare test rapidi. Sul punto l’infettivologo ha riferito all’Ansa di esserne uno dei fautori, a maggior ragione a seguito della ripresa ed in vista della riapertura dei plessi scolastici. In sostanza, per Galli, sarebbero un metodo iper efficace per sottoporre a controllo tutti quegli ambienti in cui gravita un numero ingente di soggetti che condivide per forza di cose i medesimi spazi.

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In chiosa il professor Massimo Galli ha affermato: “Per quanto si possa stare attenti al distanziamento, in alcuni frangenti è impossibile da gestire“. L’esempio sono appunto gli ambienti scolastici in cui è abbastanza improbabile che i giovani rispettino la misura. Proprio sugli alunni andrebbero eseguiti questi test, in modo da avere sempre sotto controllo la situazione.

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