Il Recovery Fund ha una bella fetta per l’Italia

Si stima che il Recovery Fund possa prevedere che la fetta più alta dei fondi, a disposizione dall’Ue, sia destinata all’Italia. 

Il Recovery Fund ha una bella fetta per l'Italia
Bandiere dell’UE (foto Pixabay)

All’Italia andrebbe, cioè, il 28% dei fondi.

Non solo. In punto prestiti l’Italia potrebbe ricevere circa 127,4 miliardi di euro.
La Spagna e la Polonia invece rispettivamente 90 e 40 miliardi.
La Romania ne riceverà meno di 20 miliardi; la Repubblica Ceca e il Portogallo oltre oltre 15 miliardi di euro.

Al nostro paese sarebbero destinati anche 81,4 miliardi di sussidi.
Alla Spagna ne andrebbero 72 miliardi, alla Francia 40 miliardi, alla Polonia circa 32 miliardi e alla Germania 25 miliardi.

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Salvini è l’unico a non approvare il Recovery Fund

Il Recovery Fund ha una bella fetta per l'Italia
Unione Europea (foto Pixabay)

Secondo le stime, pubblicate tra gli altri da Tgcom24, avranno diritto ai sussidi, previsti dal Recovery Fund, nell’ordine, i seguenti paesi europei: Italia, Spagna, Francia, Polonia, Germania, Grecia, Romania, Portogallo, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Slovacchia, Croazia, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Austria, Lituania, Finlandia, Lettonia, Slovenia, Danimarca, Estonia, Irlanda, Cipro, Malta e Lussemburgo.

Matteo Salvini è al momento l’unica voce davvero dissenziente rispetto all’accordo.

Lo definisce una “superfregatura”.

Secondo Salvini, in base a quanto riporta Il Fatto Quotidiano: “Quei soldi arriveranno se va bene tra un anno e solo e soltanto se l’Italia farà le riforme nel campo della giustizia, della sanità, delle pensioni, del lavoro e dell’istruzione richieste dall’Europa. Tradotto ti presto dei soldi se ritorni alla Legge Fornero e se mi metti una patrimoniale sulla casa e sui risparmi”,.

Sono invece uniti nel riconoscere la positività dell’accordo sia Giorgia Meloni sia Silvio Berlusconi.

Il Recovery Fund ha una bella fetta per l'Italia
Brexit (foto Pixabay)

La leader di Fratelli d’Italia, ammette e riconosce che Conte si è “battuto per contrastare le pretese egoistiche dei Paesi nordici”.

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