Covid, i virologi Crisanti e Galli: “Niente lockdown in autunno”

Ad Asiago (Vicenza) ieri l’incontro tra due dei massimi esperti sull’epidemia Covid, Andrea Crisanti e Massimo Galli dal titolo “Il Coronavirus va o resta?”

Galli e Crisanti (foto dal web)
Galli e Crisanti (foto dal web)

Il Coronavirus va o resta?” Questo il titolo dell’incontro avvenuto sabato 25 luglio ad Asiago tra Andrea Crisanti e Massimo Galli, moderato dalla giornalista Ilaria Dalle che ha accompagnato i due esperti a spiegare i loro studi sul virus e a far comprendere che cosa ci aspetta nel prossimo futuro.

Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare e del Laboratorio di Virologia e Microbiologia dell’Università di Padova, è conosciuto in tutta Italia e all’estero come il virologo del Comitato tecnico scientifico formato dall’Azienda Zero (Vo’) che ha accompagnato Luca Zaia fuori dall’emergenza Coronavirus. Allo stesso tempo un altro virologo dall’inizio in prima linea è Massimo Galli, responsabile del reparto di Infettivologia dell’ospedale Sacco di Milano.

Leggi anche —> Covid-19, il professor Alberto Zangrillo: “Serve ottimismo”

In questa pandemia sembra sempre più evidente il ruolo dei super diffusori (anche asintomatici) che rende più facile la permanenza del virus e la sua possibilità di circolazione”, ha affermato Massimo Galli.

Sulla chiusura dei voli da alcuni Paesi, sempre Galli dice che “è stato un atto quasi dovuto, perché dobbiamo stare attenti alle infezioni di ritorno. Il problema persiste in tutto il mondo, un po’ meno in Europa”. L’Italia è ancora molto a rischio?Il virus circola anche qui – osserva – ma è più difficile che l’infezione raggiunga le persone maggiormente a rischio perché stanno più attente”.

Crisanti e Galli, “Bisogna usare sempre mascherine e gel

Coronavirus
Coronavirus (Getty Images)

Crisanti è convinto “che non possa riprodursi la situazione di febbraio, anche se gli evidenti limiti della medicina territoriale non sono stati risolti”, e per l’autunno, quando “sarà fatale avere una serie di infezioni delle prime vie respiratorie”, quello che servirebbe è una “vaccinazione di massa” contro l’influenza, per “evitare che gli ospedali si intasino per complicanze da influenza. Mi sembra però che non tutte le Regioni si stiano muovendo per tempo”.

Leggi anche —> Coronavirus, il bollettino del 26 luglio: i dati dell’epidemia

Entrambi i virologi hanno concordato sul fatto che son stati fatti enormi passi aventi riguardo le sperimentazioni sul virus e in termini di isolamento del cluster, “in autunno non dovrebbe esserci un secondo lockdown per l’Italia” purché “si continui ad utilizzare il distanziamento sociale e i dispositivi di prevenzione individuale come mascherine e gel nei luoghi pubblici”.

Coronavirus (Getty Images)
Coronavirus (Getty Images)

La prova del nove sarà a settembre con la riapertura delle scuole, ma “a meno che i nostri politici non facciano come Trump la situazione può essere migliore rispetto le aspettative”.

Se vuoi essere sempre informato in tempo reale, seguici sulle nostre pagine FacebookInstagram e Twitter.