Coronavirus, in Vietnam 3 nuovi casi e 80 mila persone evacuate

In Vietnam dopo 99 giorni si segnala un piccolo focolaio di coronavirus a Danang. Le operazioni dureranno almeno 4 giorni

Cura Coronavirus
EparinaCura Coronavirus FOTO Getty Images

Il Vietnam torna a fare i conti con il coronavirus. A Danang, nel centro del Paese, è stato scoperto un nuovo e piccolo focolaio. Così le autorità locali hanno ordinato l’evacuazione di 80 mila turisti, tra vietnamiti e ospiti stranieri.

Un’azione imponente quella messa in piedi dal governo. Le operazioni saranno lunghe e dureranno almeno quattro giorni. Predisposti circa 100 voli al giorno da Danang verso 11 città del Paese.

Questo quanto è stato reso noto dal governo vietnamita che ha spiegato la situazione in una nota. La scelta dell’azione messa in campo è stata fatta per evitare che il virus si trasmettesse in modo massiccio dopo la segnalazione di tre positivi. Il primo che stando alle indiscrezioni dovrebbe risalire a venerdì riguarda un uomo di 57 anni.

Erano 99 i giorni in cui in Vietnam non si registravano nuovi casi di Covid-19. Hanoi aveva imposto misure di contenimento molto rigide: distanziamento sociale, rigidi controlli alle frontiere e quarantena per i positivi.

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Coronavirus nel resto del mondo, dalla Corea agli Usa

Coronavirus
Laboratorio (Getty Images)

Ieri era circolata la notizia di un primo caso di coronavirus in Corea del Nord. Oggi la smentita sul disertore nordcoreano: “non è né registrato come paziente Covid-19, né classificato come persona venuta in contatto con pazienti con il virus” hanno fatto sapere le autorità tramite Yoon Tae-ho, alto funzionario della sanità sudcoreana.

Rallenta la corsa dei contagi negli Stati Uniti dopo i dati degli ultimi giorni che vedevano i dati sempre in aumento. Nelle ultime 24 ore sono stati 55.187 i nuovi contagi, rispetto agli oltre 60 mila registrati negli ultimi giorni. 518, invece, i morti. Così si superano i 4 milioni di casi totali negli States con 146.909 decessi dall’inizio della pandemia secondo la Johns Hopkins University.

L’Organizzazione mondiale della Sanità continua a monitorare i dati che descrivono l’evoluzione della pandemia che di certo in America, sia quella del Nord che del Sud, avanza senza sosta. Megli l’Europa ma anche qui ci sono diversi focolai localizzati.

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misure di sicurezza
(Getty Images)

“L’aumento è determinato dal contagio in Paesi grandi e popolosi, come nelle Americhe e nel Sud Est Asiatico – ha spiegato – anche se nessun Paese è immune” ha puntualizzato mantenendo alta l’allerta.

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