Caldo asfissiante sull’Italia: Coldiretti lancia l’allarme

Durante la settimana sono previste temperature molto alte in Italia, caldo per il quale la Coldiretti ha lanciato un allarme.

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Questa settimana sarà, a livello di temperature, caratterizzata da un caldo asfissiante. L’anticiclone di origine africana investirà l’Italia e nel Mezzogiorno le colonnine di mercurio potrebbero toccare i 40°C. Neppure al calar del sole si registrerà una diminuzione: nelle ore notturne, infatti, non si andrà sotto i 22°C.

La Coldiretti, per tale ragione, ha lanciato l’allarme. Con queste temperature le coltivazioni sono grandemente a rischio come anche il livello del fiume Po.

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Caldo in Italia: Coldiretti lancia l’allarme per il Po e per le coltivazioni

caldo temperature
Sole (Getty Images)

Con il caldo asfissiante in arrivo sull’Italia, coltivazioni ed il fiume Po sarebbero grandemente a rischio. A lanciare l’allarme la Coldiretti. Ed infatti, le previsioni parlano di picchi che potranno toccare al Sud i 40°C, mentre sul resto della penisola i 36°C. Finanche la notte non ci sarà possibilità di tirare un sospiro di sollievo, considerato che le colonnine di mercurio non scenderanno sotto i 22°C.

L’associazione ha dichiarato, come riporta Tgcom24, che nel mese di luglio dello scorso anno i livelli del fiume Po sono scesi del 24%. Una circostanza non di poco conto considerato che le sue acque abbeverano la stragrande maggioranza delle coltivazioni del Nord che contribuiscono in maniera determinante alla produzione italiana agroalimentare. Con il forte calo registrato nel punto più prolifico si rileva il grande deficit delle colture. Ma il problema non sarebbe solta questo. L’abbassamento della portata fluviale, avrebbe di converso agevolato la risalita di aria salmastra e questo inaridirebbe i terreni.

Nel centro Italia, precisamente nelle Marche, la Coldiretti avrebbe portato all’attenzione un’altra grande criticità. I bacini, in quella zona, avrebbero perso 1 milione di metri cubi d’acqua nell’arco di sette giorni. Le uniche regioni a mostrare una forte resistenza sarebbero l’Abruzzo, la Sardegna ed il Lazio.

Drammatico, invece, il quadro Siciliano. Nell’Isola, come già denunciato, le riserve idriche sono quasi svuotate. Stessa situazione in Puglia dove si parla di livelli ben sotto i 120 milioni di metri cubi, quasi 100 in meno rispetto allo scorso anno. Anche in Lucania la situazione non sarebbe delle migliori.

L’aumento delle temperature foraggia anche la paura che i frutteti rimangano scottati. Il settore primario è quello che in via principale viene maggiormente colpito dai cambiamenti del clima. Di conseguenza si teme che tutti gli sforzi di un anno vadano in fumo.

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Coltivazioni
(Getty Images)

Il cambiamento climatico avrebbe comportato all’Italia un danno inestimabile: si parla di 14 miliardi di euro in 10 anni.

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