Strage di Bologna, 40 anni dopo: testimonianze dirette e indirette di quell’atroce 2 agosto

A 40 anni dalla strage di Bologna, l’attentato rimane una ferita aperta nel cuore di chi lo ha vissuto. Abbiamo raccolto due testimonianze di quel giorno.

Strage di Bologna 40 anni testimonianze
(foto dal web)

Erano le 10.35 del 2 agosto 1980 quando una bomba esplose nella stazione ferroviaria di Bologna, dilaniandone un’intera ala e provocando 85 morti, oltre a più di 200 feriti. Un attentato talmente efferato che fu definito dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini “l’impresa più criminale che sia mai avvenuta in Italia”. A distanza di anni, ancora troppi i dubbi riguardo agli effettivi mandanti della strage e troppo lenta ad affermarsi la Giustizia. Abbiamo raccolto due delle testimonianze che negli anni sono state rilasciate da chi ha vissuto la strage in prima persona o l’ha letta con sgomento sui giornali la mattina successiva.

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Patrizia Poli, scampata miracolosamente alla morte

Strage Bologna testimonianze
(foto dal web)

“Quando gli orologi non vanno più non li aggiusto, ma li fermo alle 10.25, mi è cambiata la vita” così Patrizia Poli ha raccontato a Fanpage.it quell’atroce 2 agosto dal quale è uscita miracolosamente indenne. La donna si trovava alla stazione di Bologna in attesa di un treno che l’avrebbe condotta a Roma, da dove avrebbe poi preso un aereo per la Sardegna. La presenza di Patrizia Poli alla stazione a quell’esatta ora, tra l’altro, era una mera coincidenza. Era stata lei a scegliere l’orario il giorno prima e a rifiutarsi dunque di prendere il treno precedente, quello delle nove. Per un’altra fortuita coincidenza, il suo treno fu spostato dal binario 1 (il più vicino alla sala d’attesa, centro nevralgico dell’esplosione) al 3. Lei e il marito stavano discutendo “quando all’improvviso ci fu un grandissimo boato. Fu pazzesco. Ma quello che ancora ricordo è lo spostamento d’aria. Fu di una intensità tale che sembrava che ci portasse via, bisognava aggrapparsi gli uni con gli altri. Subito dopo ci fu un macabro silenzio”. Il cielo era coperto di polvere -racconta ancora Patrizia-, il suo vestitino bianco era ricoperto di fuliggine ed il marito accanto a lei sanguinava. Patrizia e suo marito si recarono d’urgenza al Sant’Orsola, l’ospedale più vicino. Furono i primi ad arrivare e dare la notizia, poi in poco tempo cominciarono a giungere decine e decine di feriti. “Arrivavano con lenzuoli dai quali usciva sangue. Non sapevano più dove metterli” racconta ancora, con la voce incinta dal pianto. Da allora -afferma- ha vissuto con un lacerante senso di colpa misto a vergogna per il fatto di essere sopravvissuta quando così tante persone hanno perso la vita.

Mario Calabresi, la Strage di Bologna vista dagli occhi di un bambino

“Quella domenica mattina Tonino tornò a casa con tre quotidiani: doveva essere successo qualcosa di eccezionale”, in un post su Facebook il giornalista Mario Calabresi racconta così la notizia che, ancora bambino, lo scosse nel profondo. Era affascinato dai giornali -scrive-, ma la madre non gli permetteva di leggerli, perché non adatti ai bambini. La donna strappava per lui le uniche pagine che gli consentiva di sfogliare (“non tante in quegli anni di terrorismo, morti, rapimenti”) e cercò di tenerlo il più a lungo possibile lontano dall’atroce notizia. Nel suo lungo racconto, il giornalista rivela di essersi intrufolato di nascosto nella camera dei genitori e di aver letto le prime pagine dei giornali che loro gli avevano nascosto, venendo così a conoscenza di un evento che riguardava da vicino bambini come lui, bambini che con le stragi non avrebbero dovuto avere niente a che fare. “Ero sconvolto: per me il terrorismo era una cosa che uccideva i poliziotti […], i politici, le persone importanti. Non i bambini come me”.

Come quelle di Patrizia e Marco sono tante le voci che avrebbero qualcosa da dire riguardo a quel 2 agosto di 40 anni fa. Come sosteneva Calvino, quando si vivono cose che vanno oltre l’immaginabile è tanto il bisogno di parlare, di raccontare, di condividere. Ricordare per non dimenticare, ma anche per non ripetere le atrocità compiute in passato.

Se volete approfondire le due testimonianze, trovate l’intervista di Patrizia Poli ed il post di Mario Calabresi ai seguenti link.

Strage di Bologna
Strage di Bologna (foto dal web)

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