Dighe nelle aree protette: recente studio rivela cosa sta accadendo

All’interno di numerose aree protette sarebbero in procinto di essere costruite 500 dighe, un fenomeno che potrebbe arrecare ingenti danni agli ecosistemi delle acque dolci.

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(Foto di HOerwin56-Pixabay)

Sarebbero in procinto di essere costruite all’interno di aree protette oltre 500 dighe. Questo quanto emerso da uno studio pubblicato sulla nota rivista Conservation Letters. Una drammatica realtà che andrebbe a modificare irreversibilmente gli ecosistemi delle acque dolci. Attualmente sono 1.249 le strutture di incanalamento dell’acqua allocate all’interno di queste zone.

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Oltre 500 dighe in procinto di essere costruite all’interno di aree protette: è allarme

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(Foto di Russ McElroy-Pixabay )

L’allarme è alto: la possibilità che si vadano a sconvolgere gli equilibri ecosistemici delle acque dolci è praticamente una certezza. Michele Thieme, autore principale dello studio nonché esperto in ambito all’interno del WWF ha affermato che “i fiumi sono la linfa vitale degli ecosistemi. Qualsiasi politica si fregia di voler rispettare la nature, non deve incidere sul loro libero flusso“. Quanto alle aree protette ha aggiunto “Sono un nodo vitale per preservare la biodiversità, le persone e le attività umane“.

Purtroppo gli ecosistemi delle acque dolci sono ormai fortemente compromessi. Basti pensare che dal 1970 al 2014 la popolazione acquatica in fiumi e laghi è scesa dell’83%. Ad incidere proprio le dighe, che attualmente nelle zone sottoposte a tutela sarebbero oltre 1.200. La maggior parte di esse, però, precisa lo studio sarebbero state erette prima che l’area divenisse protetta.

Perchè le dighe incidono sull’ecosistema

Ma in che modo inciderebbero sull’ecosistema? A spiegarlo sempre un gruppo di scienziati che pubblicò i risultati della propria ricerca sulla rivista Nature. In sintesi le dighe ostacolano il corso naturale dei fiumi, così facendo è proprio come se li frammentassero incidendo non soltanto sulle specie che si troverebbero a dover sopravvivere all’interno di piccoli segmenti, ma anche sulle attività dell’uomo.

Al momento grazie alle energie rinnovabili come quelle eoliche e solari, le politiche governative dovrebbero concentrarsi proprio su di esse piuttosto che progettare dighe per la produzione di elettricità.

Una soluzione che era già stata palesata all’esito di uno studio condotto nel 2019 e pubblicato sulla rivista Nature.

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(Foto di Free-Photos-Pixabay )

Lo studio è stato condotto usufruendo del database mondiale che raccoglie tutti i dati sulle aree protette. Ed ancora il Global Dam Watch ed altre fonti riguardanti il fenomeno.

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M.S.