Cambiamento climatico, sei ragazzi trascinano in tribunale 33 Paesi dell’UE

Sei ragazzi portoghesi hanno deciso di intentare una causa contro 33 Paesi dell’Unione dinnanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo: il motivo è il cambiamento climatico.

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(Getty Images)

Armati della speranza tipica dell’età e di una maggior consapevolezza nei confronti dell’ambiente rispetto alle generazioni che li hanno preceduti, sei giovani portoghesi hanno deciso di intentare causa nei confronti di 33 Paesi dell’Unione. Il gruppo composto da ragazzi di età compresa tra i 21 e gli 8 anni, trascineranno alla sbarra della Corte europea dei diritti dell’uomo quelle Nazioni che, a loro avviso, non avrebbero attuato efficaci politiche per limitare il danni della crisi climatica.

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Cambiamento climatico, sei ragazzi portoghesi trascinano in tribunale 33 Paesi Europei

Avrebbero sottovalutato la crisi climatica, esponendo ad irreparabile rischio le nuove generazioni. Queste le accuse mosse da sei giovani attivisti portoghesi supportati dalla Ong Global Legal Action Network con le quali hanno deciso di trascinare dinnanzi la Corte Europea dei diritti dell’uomo ben 33 Paesi. Tali nazioni, a loro avviso, non si sarebbero in alcun modo adoperati per limitare i danni dell’emergenza climatica.

L’attuale frangente caratterizzato dalla pandemia da Covid-19 non avrebbe infatti azzerato i problemi legati al clima. Sarebbero proprio i cambiamenti di quest’ultimo al centro delle maggiori problematiche che involgono l’uomo. Ad avviso dei sei giovani, ora più che mai è necessario che i Governi virino su fonti di energia rinnovabili, eliminando i combustibili fossili. Non tutto sarebbe perduto, con un GreenRecovery, infatti, è possibile che qualcosa possa cambiare. Ma il tempo a disposizione è poco, il margine d’azione è ridotto ai minimi storici.

Ma questo è evidente: lo si nota dai drastici aumenti di temperatura, dagli incendi che stanno letteralmente spazzando via interi polmoni verdi. Senza che vengano applicate a stretto giro misure stringenti le generazioni a venire dovranno fronteggiare condizioni incompatibili con la vita sulla terra.

Chi sono i sei giovani attivisti

I loro sono nomi destinati a rimanere nella storia. Sono sei giovani portoghesi che per la prima volta, grazie ad un crowfunding per sostenere le spese legali, chiederanno che i Governi rispondano della loro incuria nei confronti del clima.

La prima è Catarina, 20 anni, residente nel distretto di Leira la quale ha deciso di intraprendere questa battaglia perché ben cosciente del fatto che la sua terra natia stia divenendo sempre più ostile. L’aumento delle temperature avrebbe, infatti, limitato molte delle sue azioni quotidiane.

Poi c’è Cláudia dello stesso distretto di Catarina e sorella di Martim e Mariana, altri due dei sei attivisti. Vorrebbe divenire un’infermiera e ritiene che questa pandemia da Covid-19 dovrebbe fungere da monito su quella che è la precarietà della vita umana.

Martim, come anticipato fratello di Claudia, ha 17 anni mentre la sorellina Mariana solo 8, la più piccola del gruppo. Entrambi sono ben consci del fatto che il passo verso il baratro è breve e che il Portogallo in poco tempo potrebbe iniziare a registrare temperature ben oltre il limite di sopportazione.

Infine ci sono Sofia ed Andrè, una coppia di fratelli rispettivamente di 15 e 12 anni. Loro sanno qual è il futuro che li aspetta se i Governi continueranno a disinteressarsi delle politiche ambientali. Per tale ragione sperano in una netta inversione delle priorità delle Nazioni.

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(Getty Images)

Una grande azione che potrebbe finalmente far comprendere l’importanza dei cambiamenti climatici e della priorità che questo tema dovrebbe avere all’interno delle politiche nazionali.

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M.S.