Immunologa Viola: “Sanificare quaderni e penne a scuola non serve”

Per la dottoressa Antonella Viola dell’Università di Padova “è una procedura assurda sanificare quaderni, compiti, libri, matite e pennarelli”

Con la riapertura delle scuole sta riprendendo la psicosi della sanificazione degli ambienti e del materiale scolastico con cui entrano in contatto i ragazzi, ma i virologi fanno sentire la loro voce e spiegano che il pericolo non esiste. Lunedì 14 settembre 5,6 milioni di studenti italiani hanno fatto ritorno a scuola dopo mesi di interruzione a causa dell’emergenza coronavirus ma troppo spesso non si sa ancora come comportarsi e quali misure adottare.

Antonella Viola, dottoressa dell’Università di Padova, sul suo profilo Facebook ha detto la sua sul ritorno in classe di milioni di studenti italiani.

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“Sto sentendo di procedure assurde per sanificate quaderni, compiti, libri, matite e pennarelli. La procedura è semplice: lavatevi le mani! Tutto il resto è aria fritta. E questo vale per i quaderni tanto quanto per la matita che useremo per votare. Mascherina, amuchina e andiamo avanti!”. Lo sottolinea su Facebook l’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viola.

Pierluigi Lopalco: “Il rischio è pari a zero”

Anche Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa è della stessa opinione: “È pari a zero il rischio che corrono insegnati nel manipolare i quaderni con i compiti degli alunni o le fotocopie distribuite in classe e poi riprese dal docente”, dice in un filmato apparso su YouTube.

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Scuola
Scuola (foto dal web)

Sulla carta il coronavirus resiste oggettivamente molto poco, è una superficie particolarmente permeabile e – precisa – ogni gocciolina emessa tende ad essere assorbita, in questo modo se si toccano con le mani i fogli c’è evidentemente meno rischio. Il rischio di contrarre l’infezione da coronavirus è molto vicino allo zero. La prima misura per difenderci da queste infezioni è l’igiene delle mani, l’insegnante dopo aver ritirato i compiti si passa del gel alcolico e così elimina il rischio”, conclude Loparco.

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