Morto ragazzino di 12 anni. Rimossi organi senza il consenso della famiglia

Morto ragazzino di 12 anni. Dopo mesi la famiglia ha scoperto che alcuni organi erano stati rimossi senza che fosse stato dato il consenso

Foto sala operatoria
Foto sala operatoria

Ben Mallia è morto a soli 12 anni nel 1997 a causa di un’atassia cerebellare complicata anche da una forma di polmonite. Solo dopo 18 mesi dopo il decesso, la sua famiglia originaria di Hargrave vicino Bury St Edmunds, ha scoperto che alcuni organi del ragazzo erano stati rimossi senza che nessuno avesse dato il permesso.

I dirigenti dell’ospedale di Addenbrooke hanno effettivamente ammesso che il cervello del giovane era stato espiantato per motivi di ricerca. La famiglia non ne era a conoscenza.  Hanno poi aggiunto che nessun altro organo fosse stato rimosso. Il suo cervello è stato successivamente restituito alla madre che lo ha seppellito insieme agli altri resti di Ben Mallia.

Un rapporto post mortem però ha messo in luce che anche il midollo spinale di Ben era stato espiantato dal suo corpo. All’epoca l’ospedale aveva insistito sul fatto che si fosse trattato di un “errore di battitura”.

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Morto ragazzino di 12 anni. La madre vuole la verità

Dolore allo stomaco, la scoperta (foto dal web)
intervento chirurgico (foto dal web)

June Bayley, la madre di Ben, adesso ha 61 anni. A causa di questa vicenda si sta sottoponendo a terapia per un diagnosi di disturbo da stress post-traumatico. Ha affermato che solo ora si sente finalemente abbastanza forte da esaminare il rapporto nei dettagli.

Preoccupata che più organi possano essere stati rimossi, la donna ha deciso di scoprire cosa è successo veramente: “Voglio solo scoprire la verità. Nel rapporto dell’autopsia si afferma che hanno rimosso più del semplice cervello. Mi merito di sapere tutto: sono sua madre.”

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Ha poi aggiunto: “I miei matrimoni sono falliti a causa di questo evento. Ero un relitto emotivo. Ho avuto incubi per anni, è stato un tormento quotidiano. Non si è trattato di donazione di organi. Hanno rimosso organi da qualcuno che è deceduto senza permesso. Il pensiero che pezzi di mio figlio si trovino in ​​un laboratorio dentro dei barattoli, mi distrugge.”

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