Orrore a Roma, donna trova una lapide a suo nome: il post di denuncia

A Roma una donna ha trovato la lapide del figlio morto con una croce a suo nome. “La mia privacy è stata violata” denuncia su Facebook.

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Cimitero (Getty Images)

È successo a Roma dove, a distanza di 7 mesi dall’interruzione di gravidanza, una donna ha scoperto che il feto era stato sepolto contro la sua volontà. Al cimitero Flaminio si trova adesso una tomba che reca il suo nome, in quanto il bambino (essendo nato morto) non ne ha uno proprio. Un fatto sconcertante, che la donna ha voluto raccontare sui social per denunciare l’azioneperpetrata a danno della sua privacy.

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Trova una lapide a suo nome: il post di denuncia su Facebook

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Cimitero (Getty Images)

“Inizio scrivendo che questa non è la mia tomba, ma è quella di mio figlio” racconta la donna in un post su Facebook, pubblicando una foto di una lapide bianca.“Nel momento in cui firmai tutti i fogli relativi alla mia interruzione terapeutica di gravidanza, mi chiesero se volessi procedere con le esequie e la sepoltura” spiega ancora la donna. “Risposi che non volevo procedere“. Poi, sette mesi dopo, complici alcuni racconti dell’orrore di persone che avevano vissuto esperienze simili, la donna decise di chiamare la camera mortuaria per controllare. Le risposero che il comune aveva proceduto comunque alle esequie, “per beneficienza”. La tomba si trova adesso in un’area del cimitero Flaminio completamente dedicata alla sepoltura dei feti (sepoltura che, molto spesso, avviene senza alcun consenso della madre).

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Cimitero (Getty Images)

“Non può essere una procedura automatica e imposta a tutte -conclude con fermezza la donna nel suo lungo sfogo sui social- senza comunicazione, senza richiesta, senza consenso”. Si tratta piuttosto un atto violento, che lede la privacy di quante hanno diritto ad abortire nel massimo riserbo e nel rispetto di un momento tanto delicato e personale.

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