Finti tamponi Covid a domicilio, nei guai infermiera e compagno

Le indagini hanno rivelato che sono almeno 30 le persone truffate dai finti tamponi Covid fatti a nome dello Spallanzani e alterati

Covid19 tampone
Tampone – Foto dal Web

I tamponi che danno la diagnosi sulla positività o meno al Covid-19 sono entrati ormai a gamba spiegata nella nostra vita. Regola i rapporti in situazioni particolari e sono al momento l’unico strumento che ci permette di capire se siamo sani oppure abbiamo contratto il virus.

Anche su una cosa così importante e delicata in questo momento si è speculato come lo è stato all’inizio per le mascherine. Sono indagati due uomini, un’infermiera e il suo compagno di Civitavecchia per via di finti tamponi Covid. I due che avevano rubato i kit in ospedale, eseguivano i test finti a nome dell’ospedale Spallanzani. Venivano alterati tramite un pc e davano tutti esito negativo.

Secondo la Procura che sta indagando sulla vicenda le vittime della coppia sarebbero almeno 30. Per i due l’accusa è pesante: concorso in falsità materiale, sostituzione di persona ed esercizio arbitrario della professione medica.

I tamponi erano “venduti” a prezzi più bassi rispetto a quello del mercato, secondo quanto ricostruito e riportato da Il Messaggero. In questo stava soprattutto la forza della coppia che stava acquistando sempre più piede.

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Finti tamponi Covid, le indagini e le perquisizioni

focolaio covid-19
(Pixabay)

L’indagine sulla presunta truffa è scattata da parte delle forze dell’ordine nel momento in cui una dipendente di una ditta di pulizie di Roma si è insospettita per il referto ricevuto. Esito del tampone negativo a nome dell’ospedale Spallanzani ma con una nota che non è passata inosservata: non si esclude una positività.

Ecco che così la donna si è rivolta direttamente all’ospedale romano che invece ha spiegato di non aver mai fatto quel test. Da qui le indagini che hanno portato alla coppia che abita vicino all’ospedale San Paolo. Nella loro abitazione i Nas hanno trovato gli stick dei tamponi, lacci emostatici, garze e medicinali di vario tipo.

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Covid Palermo zona rossa Musumeci
Covid (foto dal web)

Ora il vero problema è che una delle persone truffate, a cui era stato dato esito negativo, potrebbe essere invece positiva. Se così fosse davvero avrebbe potuto contagiare in modo involontario tutte le persone con le quali è entrata in contatto.

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