Smartworking e diritto alla disconnessione: le grandi aziende ci stanno già pensando

Tra i dibattiti più importanti sullo smart working c’è in questo momento quello sul diritto alla disconnessione. Un diritto che non c’era nella normativa che ha introdotto il lavoro agile in Italia e che attualmente è tutto da immaginare. Le grandi società ci stanno già lavorando.

Smartworking e diritto alla disconnessione: le grandi aziende ci stanno già pensando
Angolo home working (foto Pixabay)

La riforma dello smartworking o lavoro agile passerà necessariamente attraverso un ripensamento dei diritti dei lavoratori. In particolare, la legge dovrà prevedere la regolamentazione del diritto alla disconnessione, cioè il diritto di non connettersi ai vari dispositivi e quindi di non essere disponibili per le necessità lavorative in determinate fasce orarie.

Alcune grandi società ben prima dell’epidemia Covid-19 avevano introdotto lo smartworking e avevano anche concluso accordi di secondo livello al fine di regolare al meglio il lavoro da casa.
Tra queste realtà ci sono Intesa Sanpaolo e Fastweb.

Fastweb, in base a quanto riporta oggi Il Sole 24ore, in base all’accordo aziendale prevedeva già 4 giorni di smartworking al mese ma aveva e ha l’obiettivo di arrivare gradualmente a otto nel 2021.

Un altro grande gruppo che aveva abbracciato positivamente lo smartworking prima della pandemia è Unicredit. L’istituto bancario aveva sottoscritto un primo accordo nel 2018 poi aggiornato il 2 aprile 2020.

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Lo smartworking, il diritto alla disconnessione e il work-life balance

Smartworking e diritto alla disconnessione: le grandi aziende ci stanno già pensando
Ufficio (foto Pixabay)

Il diritto alla disconnessione è direttamente collegato al più ampio tema del necessario equilibrio tra vita privata e lavoro, il c.d. “work-life balance”.

Indipendentemente infatti dall’approccio aziendale già mostrato prima e dopo il Covid-19, tutti i grandi gruppi multinazionali si troveranno a dover combinare la finalità dell’efficienza lavorativa con le esigenze della vita privata come non accadeva da tempo. Tanto la riforma della legge quanto la contrattazione collettiva e aziendale costituiranno occasioni preziose per farlo.

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Stampante (foto Pixabay)

I big player dell’economia si stanno preparando e faranno molto probabilmente da apripista.

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