Marco Vannini, intervista a Marina e Valerio: “Contenti, ma nulla è scontato” – VIDEO

Intervista esclusiva a Marina Conte e Valerio Vannini, i genitori del giovane Marco. Una nuova fase, un nuovo processo…sempre più vicino alla giustizia

Marco Vannini (Web)

Sono passati 5 anni da quella notte in cui Marco Vannini è morto. 110 minuti di attesa hanno spezzato la vita del giovane ventenne, un proiettile dritto al cuore da chi lo riteneva uno di famiglia. Il 30 settembre 2020 la Corte d’Assise ha accolto la richiesta del sostituto procuratore generale, Vincenzo Saveriano, condannando a 14 anni di carcere Antonio Ciontoli per omicidio volontario. Nove anni e 4 mesi di reclusione, invece, per Maria Pezzillo ed i figli Federico e Martina.

Dopo questa prima vittoria, abbiamo avuto l’occasione e il piacere di parlare con i genitori della giovane vittima, Marina Conte e Valerio Vannini. I due, come sempre, si sono resi disponibili nel rispondere alle nostre domande.

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Marco Vannini
Marco Vannini (foto dal web)

Una cosa fatta con il cuore, come sta andando il libro “Mio figlio Marco”?

Il libro sta andando benissimo e sono contentissima di questo perché era quello che volevamo: raccontare la storia di Marco al di fuori del processo. Commenti meravigliosi dove tutti mi ringraziano di aver portato nelle case la nostra storia e di aver fatto conoscere Marco.

Vi aspettavate tutto questo successo nelle vendite? 

Si i proventi saranno devoluti al comune di Ladispoli e Cerveteri per attività sociali in nome di Marco. Io me lo aspettavo, forse non  sono modesta, però me l’aspettavo perché la storia di Mio figlio ha preso il cuore di tutti gli italiani e anche all’estero.

Abbiamo visto la storia di Marco portata in televisione da tante trasmissioni televisive, anche “amore criminale”. Qualcuno vi ha già chiesto di fare un film riguardo alla sua storia?

Se ne era parlato, però io in questo momento sono troppo concentrata sul processo di Marco e quindi dobbiamo attendere ancora un po’, perché la parola fine la metterà la Cassazione, gli avvocati di Ciontoli colpiranno in Cassazione. Non diamo niente per scontato.

Che idea vi siete fatti della giustizia italiana?

E’ arrivato un segno che la giustizia c’è. Io mi ero sempre battuta nel riconoscimento dei diritti di Marco, lui era un cittadino italiano. All’inizio mi sembrava che questi riconoscimenti non ce li aveva avuti, mentre invece dopo il processo Bis che si è celebrato in pochi giorni dove il Ciontoli è stato condannato per omicidio volontario con dolo. Adesso posso dire che la giustizia esiste e che non bisogna mai arrendersi davanti a niente perché poi arriva tutto.

Cosa avete provato quando la Corte d’Assise ha approvato la condanna definitiva?

Ero contenta, forse sono stata anche criticata perché ho esultato troppo , però io ero contenta. Finalmente mio figlio aveva riconquistato il rispetto.

Ora che il caso è stato chiuso, avete intenzione di aiutare altre persone che si trovano nella vostra situazione?

Noi abbiamo sempre avuto questa idea però presi dalle varie battaglie per arrivare a ottenere giustizia per Marco diciamo l’abbiamo un po’ accantonata. Ora dobbiamo ancora finire l’ultima fase, la Cassazione con il processo di Marco. Quando avremo finito di  lottare per rendere giustizia a nostro figlio, si sicuramente noi cercheremo di aiutare tanti altri giorni meno fortunati.

l’intervista video integrale 

Michele D’Agostino e Beatrice Manocchio


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