Covid-19, Le Foche: “Fine dell’epidemia? In primavera accadrà questo

Il professor Francesco Le Foche, immunologo dell’Università La Sapienza di Roma, si è espresso in merito all’attuale quadro epidemiologico da Covid-19.

Francesco Le Foche
L’immunologo Francesco Le Foche (foto dal web)

Un quadro epidemiologico che desta non poche preoccupazioni quello attuale. Un momento di alta tensione quello che sta vivendo l’Italia. Ma lo si nota dalle misure che in queste ore il Governo sta varando al fine di limitare l’ascesa dei casi di contagio da Covid-19. Eppure i messaggi che arrivano dalle istituzioni sono sempre i medesimi: invito alla calma, perché la situazione sarebbe sotto controllo, ed alla prudenza, perché adesso l’unico modo per arrestare il virus è la prevenzione.

Il pessimismo di alcuni, si scontra con l’ottimismo di altri. Le opinioni, come dall’inizio dell’emergenza sanitaria, non sono infatti univoche. Tra chi lancia l’allarme e chi, invece, tranquillizza la popolazione risulta sempre più difficile avere una visione netta di quello che è l’attuale frangente.

Le voci sono tante e tutte autorevoli. Tra le ultime dichiarazioni sul virus si annoverano quelle del professor Francesco Le Foche, immunologo all’Università La Sapienza di Roma.

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Covid-19, Le Foche: “Non sono preoccupato, molti dei contagi riscontra forma molto lieve della malattia

Coronavirus
(Getty Images)

La domanda è sempre la stessa: quando finirà la pandemia? Quand’è che il Pianeta debellerà il Covid-19? Interrogativi a cui lo scorso giugno si era data una risposta, ma che evidentemente non era poi così attendibile. Ci si aspettava gli “zero casi” già in estate, tuttavia oggi siamo di fronte ad un nuovo ed esponenziale aumento dei contagi.

Una circostanza che, da un lato, porta le istituzioni a predicare di non abbassare la guardia ed a perseverare sulla strada della prevenzione, dall’altro vede numerosi scienziati ricorrere a parole come “calma” e “nessun allarmismo”. Un’omogeneità che si traduce in un’iniezioni di fiducia nei cittadini ora nuovamente terrorizzati dal virus.

Tra i nomi illustri espressisi sull’attuale frangente anche quella del professor Francesca Le Foche, il quale ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera. L’immunologo de La Sapienza di Roma è stato chiaro: “Non sono preoccupato, il maggior numero dei contagiati riscontra una forma della malattia molto lieve. Ciò perché, probabilmente, la carica virale è molto bassa“. È, dunque, questo il convincimento del professore, il quale ha parlato del ruolo delle mascherine. A suo avviso, i dispositivi di sicurezza individuale starebbero svolgendo un ruolo di primaria importanza. Ma come? Le mascherine, afferma Le Foche a Il Corriere della Sera, stoppano il virus o quanto meno riducono le possibilità di trasmissione e ciò fa sì che quandanche si registri l’infezione, il soggetto colpito non subisca gravi danni.

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Le Foche: “Fine dell’epidemia? In primavera il virus sarà domabile”

Sull’attuale numero di contagi e dei ricoveri in terapia intensiva, il professore si esprime con chiaro ottimismo parlando di quella che è la attuale carica virale del Sars-Cov2: “Il virus è lo stesso. Ma se la carica virale è bassa l’individuo non si ammalerà. Certo -prosegue Le Foche a Il Corriereci sono più pazienti nei reparti, ma altrettanti sono dimessi in buono stato di salute. È tutto sotto controllo“. L’esperto ha spiegato che la unica criticità si manifesta quando vi sono persone positive che hanno necessità di rimanere all’interno del reparto perché privi di un’abitazione sicura in cui trascorrere il periodo di isolamento. Una circostanza che, ovviamente, crea un sovraffollamento. Il compito di gestire al meglio la situazione è delle Regioni.

In chiosa il Professor Le Foche ha affermato: “La guerra sarà vinta quando la scienza darà alla luce al vaccino. SI tratta di resiste altri 5-6 mesi predisponendo al meglio le strutture ospedaliere, e fare di più rispetto a quello che è stato fatto sino ad oggi“. Bisognerà attendere, dunque, la primavera.

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È il momento, dunque, di stringere i denti per non vanificare i sacrifici degli scorsi mesi, soprattutto adesso che il coronavirus si mischierà con l’influenza che presenta, in sostanza, quasi i medesimi sintomi.

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