I surgelati fanno male? Sfatiamo alcuni falsi miti

Sfatiamo un mito, non sempre i cibi freschi sono migliori di quelli surgelati. Attenzione a leggere bene l’etichetta prima di acquistarli

Surgelati (foto dal web)
Surgelati (foto dal web)

I surgelati fanno male? In un recente sondaggio realizzato da Doxa su commissione dell’Istituto Italiano Alimenti Surgelati, si capisce che vengono consumati almeno una volta a settimana da un italiano su due, dato in repentina crescita anche dopo il recente lockdown. Il problema però sta nella convinzione (il 69,6% degli intervistati) che i surgelati siano meno nutrienti, se non addirittura nocivi, rispetto al corrispettivo fresco. Sarà vero, o siamo vittime da decenni di un clamoroso equivoco mediatico?

Contrariamente a quanto molti credono, i surgelati posso garantire freschezza e qualità esattamente come i cibi freschi se non addirittura di più: dal momento in cui sono raccolti fino alla surgelazione passano solitamente poche ore in modo che i valori nutritivi rimangono inalterati nell’intero ciclo di vita del surgelato.

Al contrario, sono i cibi freschi spesso conservati a temperatura ambiente nei reparti dei supermercati e a casa nostra, che nell’arco di pochi giorni possono perdere parte dei loro valori nutritivi. Un esempio calzante è il pesce il quale sempre più spesso per mantenere le sue proprietà nutrizionali intatte, dopo essere stato pescato viene pulito, lavato e surgelato direttamente sulle imbarcazioni.

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Un altro falso mito sulla qualità dei surgelati riguarda il colore brillante degli ortaggi congelati, che alcuni credono sia dovuto all’utilizzo di coloranti. In realtà la ragione del colore è che, prima della surgelazione, tutte le verdure vengono leggermente scottate per evitare l’attività degli enzimi, aspetto che permette loro di mantenere il colore così vivido ma anche vitamine, proteine e carboidrati, nonché sapore e consistenza.

E’ stato dimostrato che solo alcuni ortaggi a foglia larga verde come gli spinaci o le verze se surgelati rilasciano un grande quantitativo di acqua, e nutrienti, che viene trasformato in ghiaccio e poi quindi perso definitivamente.

Leggere l’etichetta è importante: provenienza, ingredienti e metodo di lavorazione