Salute in campo: Tennis & Friends dedica la decima edizione al Covid

Uno dei più importanti eventi sociali nazionali nell’ambito della prevenzione in Italia dedica questa decima edizione speciale per il Covid-19

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tennista (gettyimages)

Sabato 17 e domenica 18 ottobre si è svolto al Foro Italico di Roma, Tennis & Friends, attenzione speciale quest’anno rivolta alla prevenzione contro il Covid-19. Un evento a porte chiuse con diretta streaming attraverso il sito ed i canali social della manifestazione per favorire il pubblico a casa ed evitare assembramenti. In contemporanea, per tutto il weekend, ben 18 strutture sanitarie del Lazio, Campania, Lombardia, Puglia e Sicilia hanno aderito al progetto di prevenzione offrendo visite gratuite. Sui campi sono scesi invece, giocando partite simboliche, i big del mondo dello spettacolo e dello sport: da Paolo Bonolis Max Giusti a Massimiliano Ossini ed Eleonora Daniele. Presenti ovviamente anche il presidente onorario di Tennis & Friends e ambasciatore italiano, Nicola Pietrangeli e l’ideatore dell’evento, Giorgio Meneschieri. Meneschieri ha sottolineato l’importanza della prevenzione soprattutto in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo. “Occorre fare prevenzione: quest’anno abbiamo registrato, una diminuzione del 50% dei ricoveri per infarto e un aumento delle patologie cardiologiche e vascolari. Sono dati importanti che ci devono far riflettere e pensare al domani. Dobbiamo stare distanti ma non troppo lontani”.

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Covid: nuovo ecografo ed appello del prof. Vaia

Giorgio Meneschiari ha poi ringraziato i partner della manifestazione grazie ai quali è stato possibile donare all’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, un ecografo polmonare di ultima generazione. Fondamentale per l’assistenza domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19. A ritirare il macchinario è stato il professor Francesco Vaia, Direttore Sanitario dello Spallanzani, diventato ospedale Covid. Queste le parole del professore: “La prevenzione non si deve mai fermare. Colgo l’occasione simbolica di questo dono per dire che quello di cui oggi abbiamo più bisogno è di non ingolfare gli ospedali ma abbiamo bisogno di far tornare al centro dell’attenzione il medico del territorio, il medico e il pediatra di famiglia”. Il Direttore sanitario dello Spallanzani, da mesi instancabilmente in prima linea nella lotta contro il Covid, si è detto preoccupato e richiama i cittadini ad un comportamento responsabile. Inevitabilmente spiega Vaia “quando cresce il contagio cresce l’ansia sociale. Dobbiamo fare di tutto per spegnerla. Il tampone non è la terra promessa”. 

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Le procedure da seguire

Tra le indicazioni del professor Vaia: “prima di fare un tampone è necessario che ci sia stata una valutazione clinica che mi dica che è necessario farlo, poiché potrebbe essere inutile o addirittura dannoso se non fatto nei tempi giusti. Potrebbe segnalare un falso negativo. Continua “se non sono un contatto stretto di un positivo non devo correre a fare il tampone senza aver consultato il medico, ma soprattutto non devo correre a farlo il primo giorno, il risultato del test può essere negativo ma il paziente può positivizzarsi di seguito. Devono attendersi almeno 4-5 giorni. Inoltre il professore sottolinea l’importanza della visita domiciliare “è il medico che deve visitare a casa il paziente e poi chiedere, se necessario, il tampone. Altrimenti si rischia di fare due grandi errori: intasare i drive-in e tralasciare i casi positivi. Il lockdown, per il professore non sarà ineluttabile se saremo responsabili.

Francesco Vaia (foto dal web)
Francesco Vaia (foto dal web)

Due giorni all’insegna dello sport e della salute che hanno diffuso un messaggio molto importante di prevenzione generica e specifica per quanto riguarda il Covid-19.