Morta a 3 anni per le botte del patrigno: verso il giudizio anche la madre

Morta a 3 anni per le botte del patrigno: chiesto il rinvio a giudizio anche per la madre Juana Francisca

violenze
violenze (foto dal web)

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Juana Francisca, la madre della piccola Samantha, la bimba di soli tre anni morta a Calambrone, in provincia di Pisa, per le botte e le sevizie del patrigno, Tonino Krstic. Ora quest’ultimo è condannato all’ergastolo. La Corte d’Assise d’appello ha aggravato la pena di primo grado che era di 12 anni. Ora anche per la donna, la madre della piccola, è stato chiesto il rinvio a giudizio. La donna è responsabile di omicidio volontario e non del solo reato di maltrattamenti. Ciò perchè la donna non ha chiamato aiuti mentre l’uomo prendeva a frustate la piccola. Avrebbe potuto evitare il peggio con il suo intervento. La donna è stata ascoltata per ore dai carabinieri del nucleo investigativo guidati da Michele Cataneo e del medico legale Alessandro Bassi Luciani.

Leggi anche > Treviso, morte in stazione

Bimba morta a 3 anni, verso il giudizio anche la madre

Violenza donna
(Nino Carè – Pixabay)

Nelle tre ore la mamma di Samantha ha raccontato molto. “Tonino – ha rivelato Francisca – era diventato ormai una furia. Da giorni la bimba aveva febbre e tosse, stava male, ma non voleva che la donna la portasse in ospedale, perché altrimenti sul corpo i medici avrebbero riscontrato i segni delle violenze: cinghiate, schiaffi, calci, bastonate. Le avevo rasato i capelli per evitare che continuasse a strapparglieli”, ha raccontato Francisca. Un racconto raccapricciante, che lascia senza parole di quanta violenza si può sprigionare contro una bambina indifesa. Oltretutto, dal racconto della donna è emerso anche che i carabinieri si erano recati già presso la baracca per cercare il fratello minore del serbo aguzzino che non stava andando a scuola da tempo.

Leggi anche > Baby gang aggredisce ragazzo

Violenza domestica (Getty Images)
Violenza domestica (Getty Images)

La donna ha affermato che hanno visto che in baracca c’era lei e una bambina. Il Comune, invece, ha dichiarato che dalle carte quella baracca risulta vuota dal 2011.

 

Se vuoi essere sempre informato in tempo reale, seguici anche sulle nostre pagine Facebook, Instagram e Twitter.