Roma, l’ex ministro Carlo Calenda ufficializza la sua candidatura a sindaco

Durante la trasmissione Che tempo che fa, l’ex ministro Carlo Calenda ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Roma.

Carlo Calenda
Carlo Calenda durante la trasmissione Che tempo che fa (screenshot)

Dopo giorni di indiscrezioni, ieri è arrivata la conferma dal diretto interessato: Carlo Calenda si candiderà a sindaco di Roma. L’annuncio è arrivato durante la puntata della trasmissione Che tempo che fa, a cui l’ex ministro ha preso parte come ospite in collegamento. Il leader del partito Azione sembrerebbe interessato ad un’alleanza con il Partito Democratico, ma non sarebbe interessato a passare attraverso il metodo delle primarie, votazione con la quale il Pd ha scelto il proprio candidato. Non è mancato un commento sull’attuale sindaca della Capitale, Virginia Raggi, il cui operato secondo Calenda sarebbe stato disastroso.

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Roma, Calenda ufficializza candidatura a sindaco: “Chi può riportare la città tra le grandi capitali deve farlo

Carlo Calenda
Carlo Calenda (Getty Images)

Si ho deciso: mi candiderò per fare il sindaco di Roma perché penso che chi ha la possibilità di riportare la città tra le grandi capitali europee lo deve fare. È Un dovere e una grande avventura“. Con queste parole Carlo Calenda, durante il programma Che tempo che fa, in onda su Rai Tre, ha ufficializzato la propria intenzione a candidarsi come primo cittadino della Capitale. La scelta si respirava già da tempo, dato che lo stesso ex ministro ne aveva parlato nei giorni scorsi senza, però, mai rendere ufficiale la candidatura, come accaduto ieri sera.

Calenda ha poi proseguito parlando di una possibile alleanza con il Partito Democratico nella corsa alle elezioni che si svolgeranno durante il prossimo anno. Il leader di Azione ha affermato in merito di augurarsi un grande appoggio nel centro sinistra: “Non posso parlare per il Pd, partecipiamo a un tavolo. Auspico che ci sia un appoggio largo, ne abbiamo bisogno perché rimettere a posto questa città necessità di un lavoro corale“. Alla domanda per cui il partito di Zingaretti debba sostenere la sua candidatura, l’ex ministro ha risposto: “Dovrebbe farlo per una ragione sola: se pensano che io sia la persona adatta. Come io ho fatto, poco dopo la mia uscita dal Pd, quando sono andato per un mese in campagna elettorale per Stefano Bonaccini per le elezioni regionali in Emilia Romagna. Anche se Bonaccini aveva e ha un’idea diversa rispetto alla mia su questo governo“.

In merito alla possibilità di partecipare alla primarie, Calenda ha affermato che organizzare un evento simile in questo momento sarebbe difficile. “Le primarie –spiega il leader di Azione- non sono la panacea di tutti i mali: ricordiamo che dalle ultime uscirono sconfitti Sassoli e Gentiloni, che ora il Pd vorrebbe candidati“.

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L’ex ministro ha poi commentato anche l’operato dell’attuale amministrazione del Movimento 5 Stelle definendola “disastrosa” con il peggioramento di tutti gli indicatori. “La mia posizione di destra o sinistra? Io –spiega l’europdeputato- sono un socialdemocratico liberale“.

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