Instagram sotto accusa per aver violato la privacy dei minorenni. L’indagine

Instagram sotto accusa in Europa, potrebbe aver violato la privacy dei bambini minorenni. Cosa è successo e su cosa si basa l’indagine

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Instagram sotto accusa (pixabay)

Il garante della privacy irlandese, Data Protection Commission, ha ufficializzato l’avvio di un’indagine per scoprire se il trattamento dei dati personali degli utenti minorenni su Instagram abbia rispettato gli obblighi imposti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e il Data Protection Act 2018 inglese. La piattaforma richiede un’età di almeno 13 anni. Il DPC ha monitorato attivamente i reclami ricevuti da individui in questo ambito e ha identificato potenziali preoccupazioni, in relazione al trattamento dei dati personali dei bambini su Instagram, che richiedono un’analisi profonda della questione.

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Instagram sotto accusa, il nodo dell’indagine

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instagram (pixabay)

Nel 2019 l’esperto di analisi dati David Stier ha diffuso negli Stati Uniti un’accurata indagine sui profili di 200mila utenze Instagram scoprendo una criticità nella modalità account aziendale. In pratica attivandola i numeri personali e gli indirizzi mail vengono resi pubblici. Stier ha stimato che a 60 milioni di utenti minorenni, e per almeno un anno, è stata fornita la possibilità di modificare i propri profili aziendali, una modalità che spesso viene attivata per ottenere statistiche puntuali sul traffico generato dalle foto e dai video. Il problema è che per passare da un’utenza normale a quella aziendale non bisogna dimostrare di essere un’impresa: si tratta solo di una formalità. Ecco quindi il rischio che i dati esposti possano aver messo a rischio milioni di bambini. Facebook però, dopo la pubblicazione dell’indagine su Medium, ha deciso di porvi rimedio intervenendo sul codice.

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La risposta di Facebook

L’indagine ha poi messo in luce un’altra problematica: le informazioni personali comparivano anche nel codice sorgente HTML delle pagine web di Instagram. Così Facebook, dopo la pubblicazione dell’indagine su Medium, ha deciso di porvi rimedio intervenendo sul codice. “Siamo sempre stati chiari sul fatto che quando le persone scelgono di creare un account aziendale su Instagram – spiega un portavoce di Facebook a BBC –  le informazioni di contatto che hanno condiviso vengono visualizzate pubblicamente – sottolinea – È molto diverso dall’esporre le informazioni delle persone”.

Dirette sui social
Dirette sui social (pixabay)

Facebook rischia una multa salata per quanto è successo. A tal proposito sarà valutato anche se il proprietario della piattaforma social soddisfa i suoi obblighi di titolare del trattamento dei dati in relazione ai requisiti di trasparenza nella fornitura del servizio Instagram ai bambini. In secondo luogo verrà analizzati i profili Instagram e le relative impostazioni degli account per i bambini.

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