Perde al Gratta e Vinci e commette il peggiore degli omicidi

Perde al gratta e vinci e commette un folle gesto. È la storia di Anna Cipresso che ha ucciso a Palermo sua figlia Elisabetta

Gratta e vinci
(foto dal web)

“Se non vinciamo alla lotteria ci ammazziamo” questo il piano di due donne disperate che si erano affidate alla Dea Fortuna per rivolvere i loro problemi economici ma che purtroppo si sono ritrovate solo con una porta chiusa in faccia. Si tratta di Anna Cipresso e di sua figlia Elisabetta.

Comprato un gratta e vinci e risultato perdente, la mamma, ex infermiera dell’ospedale Civico di Palermo, la sera del 19 luglio 2014 ha ucciso sua figlia con un mix di farmaci, poi ha tentato il suicidio nello stesso modo senza però riuscirci.

A distanza di oltre sei anni è arrivata la condanna per la donna che avendo accettato il rito abbreviato deve scontare ore tre anni di carcere. Il reato è quello dell’omicidio del consenziente in quanto sarebbe stata la figlia a chiedere alla mamma di aiutarla a morire.

Il gup Giuliano Castiglia ha accolto in parte le posizioni della difesa rispetto a quanto chiesto dal sostituto procuratore Renza Cescon che aveva chiesto sei anni di carcere. Castiglia ha, inoltre, riconosciuto alla donna la parziale incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

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Perde al Gratta e Vinci, la triste storia di due donne

stalker Michelle Hunziker positivo Covid
Tribunale (foto dal web)

Anna Cipresso e sua figlia Elisabetta non vivevano una vita facile. Avevano provato già ad uccidersi in passato minacciando di dare fuoco all’abitazione che dovevano lasciare per via dello sfratto. Nel luglio del 2014 il secondo tentativo.

In una stanza dell’hotel Archirafi di via Lincoln a Palermo l’acquisto di decine di biglietti della lotteria, nessuno dei quali vincenti, poi il folle gesto. Il ritrovamento del corpo di Elisabetta nella stanza dell’hotel sporco di sangue e la mamma che chiede aiuto al personale della struttura.

Poi il racconto della donna: la ragazza si sarebbe uccisa da sola e lei “per amore, per accompagnarla nel suo percorso, per non restare sola” aveva deciso di seguirla e farla finita.

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Perde al Gratta e Vinci
Hotel Villa Archirafi, docve sono state trovate le due donne (foto dal web)

A questa versione la Procura non ha mai creduto ritenendo che fosse stata Anna ad iniettare il forte anestetico alla figlia in dosi massicce. L’avvocato di Anna ha sempre sostenuto l’ipotesi di una “follia a due” spiegando che le due donne non erano lucide al momento del fatto, cosa che la perizia ha poi confermato.

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