Suburra 3, il ritorno del boss Manfredi Anacleti, parla Adamo Dionisi

Il 30 ottobre esce Suburra 3 su Netflix, l’attore che interpreta il fratello maggiore di Spadino anticipa qualcosa sull’ultima stagione

Suburra 3
GettyImages

Ci ha fatto rimanere col fiato sospeso per un’intera stagione ma ormai l’attesa è fasi finita e il suo ritorno è certo. Parliamo di Manfredi Anacleti, il boss sinti della seguitissima serie Netflix Suburra. Ad interpretarlo Adamo Dionisi che si racconta in una intervista a leggo.it e conferma il suo ritorno. “Beh ormai è di dominio pubblico, Manfredi uscirà dal coma per riprendere il comando del clan sinti” ha ammesso.

Un ruolo quello di Manfredi non facile, Dionisi lo ammette. E alla domanda se è davvero studiato apposta per lui, dice: “Si tratta di un personaggio complesso. Ho dovuto studiare molto per renderlo fedele alla realtà”. Ha studiato molto l’attore cercando di rendere il personaggio davvero suo. Poi una rivelazione: “Credo di essere l’unico attore al mondo ad avere imparato la lingua sinti”.

E sulla serie, la terza attesissima, anche perché ultima nel quale si chiuderà il cerchio, l’attore che interpreta Manfredi ammette: “Credo che questa sia la migliore delle tre. Siamo cresciuti tutti e abbiamo fatto squadra. Un lavoro infinito da parte di tutti, vedrete sarà pazzesca”.

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Suburra 3, Roma tra realtà e finzione

Suburra
(foto dal web)

La vera protagonista della serie Suburra, nonostante i personaggi è Roma, la città con mille trame e quel sostrato che c’è ma non si vede o si fa finta di non vedere. Roma è davvero Suburra? Dionisi ha la risposta pronta: “Roma è tutto. E in questo tutto c’è ovviamente anche Suburra. Ma c’è anche tanto altro…”.

Una Roma bella e originale che sa regalare una magia incredibile spiega l’attore, con un modo di sedurre che non ha eguali. “Roma è tutto, non si può volere di più, servirebbe solo una classe politica capace di valorizzare tutto” ha aggiunto.

E poi c’è il calcio. Dionisi è tifoso della Lazio “fino al midollo” anche se, ammette, allo stadio non ci va più.

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Suburra
(foto dal web)

Per lui Manfredi Anacleti è stato un ruolo importante e che lo ha consacrato. Ma questo può essere un’arma a doppio taglio che lo imprigiona? “Sarei un folle. Devo tutto a Manfredi, ma io resto Adamo Dionisi – ha concluso – quello che non venderà mai tisane su Instagram o che non sfrutterà mai il ruolo per una serata in discoteca”.

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