Roma in piazza, litri di birra per protestare contro le chiusure anticipate

Roma in piazza a protestare per le nuove misure restrittive del Dpcm in vigore fino al 24 novembre. L’Italia è insorta da Nord a Sud

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Protesta Roma (getty images)

Dopo l’esordio a Napoli, anche Roma è scesa in piazza e non si è lasciata scappare l’occasione di protestare contro le nuove misure di sicurezza del Dpcm in vigore fino al 24 novembre. Il decreto prevede la chiusura anticipata alle 18 di bar e ristoranti, ma i lavoratori non ci stanno e nel primo giorno del coprifuoco inizia la protesta. Niente fumogeni e scoppietti, ma litri di birra che invadono Piazza Trilussa. Un messaggio chiaro e tondo da parte di tutte quelle persone che ancora una volta non sanno come arrivare a fine mese.

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Roma in piazza per un’ingiusta crisi

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Polizia a Roma (getty images)

Un intero settore per l’ennesima volta si trova a tirare giù la serranda per volere di qualcun altro che sembra essere impreparato al ritorno del nemico invisibile. C’è rabbia in piazza Trilussa, uno dei posti che la sindaca Virginia Raggi, per contenere la diffusione del contagio da coronavirus fra i giovani della movida, ha deciso (prima del nuovo Dpcm) di chiudere durante il fine settimana dalle 21 alle 24. E lì, proprio in uno dei luoghi simbolo della città, le persone sono scese a protestare ieri sera. “La birra scaduta versata in piazza, ben rappresenta l’emorragia di crisi inarrestabile che stanno avendo le nostre aziende –  sono le parole di Roberta Pepi giovane e agguerrita ristoratrice romana –  I pubblici esercizi scelti come vittime da sacrificare, insieme agli organizzatori di eventi ed a chi fa catering – continua – Nelle piazze bisogna far comprendere, come siamo stati trattati da invisibili”. 

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protesta a Roma (getty images)

Così ieri 26 ottobre, anche Roma si è fatta sentire dai piani alti. E non finisce qui, a partire da oggi pomeriggio sono previste altre proteste a San Lorenzo, domani alla Garbatella di fronte alla Regione Lazio e giovedì a Montesacro in piazza Sempione. Venerdì a Ponte Milvio e infine sabato nella centralissima Campo de’ Fiori. Ormai l’Italia, da Nord a Sud scende in piazza e non si ferma davanti a quel nemico che ancora una volta la sta travolgendo. 

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