Caso Regeni, la svolta nelle indagini. I dettagli

Pare che ci sia un punto di svolta nelle indagini su uno dei casi più noti negli ultimi anni: Giulio Regeni, il giovane ucciso e torturato in Egitto. 

Giulio Regeni
Giulio Regeni (foto dal web)

Il caso Giulio Regeni è tra quelli che ha scosso il paese negli ultimi anni. Precisamente nel 2016 il giovane ricercatore friulano venne rapito, torturato e ucciso al Cairo. La Giustizia Italiana si è subito mobilitata per ricostruire la dinamica del fatto che ha portato alla morte del giovane. L’iscrizione degli indagati, gravante su cinque 007 egiziani appartenenti alla National Security, avvenne in data 4 dicembre 2018. Decorsi i due anni, il PM che si è occupato del caso – Sergio Colaiocco – potrebbe pertanto chiudere la fase delle indagini. Si avvicina infatti il termine ultimo dall’iscrizione nel registro degli indagati. Una deadline rappresentata nella giornata di oggi nell’incontro al Cairo tra il team investigativo italiano e quello egiziano.

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Caso Regeni, l’inerzia della magistratura egiziana

Giulio Regeni
Giulio Regeni (foto dal web)

Il PM aveva formulato specifica richiesta alla delegazione dei magistrati egiziani, risposte rapide  “sull’elezione di domicilio da parte degli indagati, sulla presenza e sulle dichiarazioni rese da uno degli indagati in Kenya nell’agosto del 2017, e su altre attività finalizzate a mettere a fuoco il ruolo di altri soggetti della National Security che risultano in stretti rapporti con gli attuali cinque sotto inchiesta”. Nonostante i numerosi inviti rivolti all’Egitto nel fornire delle risposte valide per procedere in maniera più spedita col caso, rimangono ancora dei punti sospesi. A nulla è servita la videoconferenza dell’aprile 2019 tra il procuratore capo Michele Prestipino, Colaiocco e la delegazione dei magistrati egiziani.

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Giulio Regeni
Giustizia per Regeni (foto dal web)

L’Italia si sta mobilitando affinché si possa riconoscere a Giulio Regeni la Giustizia che merita, soprattutto per i genitori che a distanza di 4 anni dalla tragedia continuano senza sosta a chiedere verità per il figlio.

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