Covid Ancona, il caso di Lorella Lombardelli: “Ho vissuto l’inferno, non avevo malattie pregresse”

Covid Ancona, da brividi il caso di Lorella Lombardelli: “Non avevo malattie pregresse, ma i medici mi davano per morta”

Terapia intensiva
Terapia intensiva (Getty Images)

Dopo aver superato mesi d’inferno, la 52enne Lorella Lombardelli ha finalmente visto la luce. Operaia di Castelbellino, in provincia di Ancona, la donna è stata una delle vittime della “prima ondata” Covid. Tra l’incredulità dei medici e degli operatori, Lorella è riuscita a sopravvivere, ed ancora oggi combatte contro gli strascichi di quanto accaduto.

Ho vissuto l’inferno. Ora che sto bene, sono pronta a parlare e lo faccio mettendoci la faccia” – ha dichiarato l’anconetana. E, a proposito della seconda ondata, lancia un monito alle persone: “Fate attenzione, il virus esiste e può attaccare tutti“.

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Covid, il caso di Lorella: “Non avevo malattie pregresse”

Ospedale Carlo Urbani
Ospedale Carlo Urbani (web)

Il giorno 19 marzo 2020, Lorella Lombardelli, 52enne di Castelbellino, arriva al pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi. Con sintomi quali febbre e difficoltà respiratoria, le viene immediatamente effettuato il tampone, risultato positivo. L’aggravarsi della sua situazione clinica la porterà, nella giornata successiva, ad esser trasferita nel reparto di terapia intensiva.

Il 20 marzo mi portano in terapia intensiva, dove vengo intubata. A quel punto, vado in coma. Ma è solo l’inizio“: questo è il drammatico racconto dell’operaia di Castelbellino, che ancora oggi fa fatica a ricordare l’orribile esperienza vissuta. Le viene praticata una tracheotomia e svariati cicli di pronazione, di cui reca i segni nel volto: “Le cicatrici forse non andranno via più“.

Lorella Lombardelli
Lorella Lombardelli (ilrestodelcarlino.it)

La donna rimane nel reparto di terapia intensiva per circa un mese. Nonostante i medici la dessero per morta, alla fine Lorella ce l’ha fatta. Incapace di parlare, lei stessa ha dichiarato di aver comunicato con i medici tramite un foglio. È solo merito di quest’ultimi se, nelle settimane successive, si è poi rimessa in sesto.

Mi hanno trasferita al reparto sub intensivo e poi al Covid 3. Il 9 maggio finalmente mi dimettono e rientro a casa. Resto però in isolamento fino a tampone negativo“.
Nel raccontare la sua esperienza, Lorella non dimentica di ringraziare tutti gli operatori sanitari: è solo grazie a loro, infatti, se è riuscita a sopravvivere al virus.

L’operaia lancia poi un messaggio a tutti coloro che sottovalutano il problema pandemico: “Ho deciso di raccontare la mia storia perché voglio che le persone capiscano: fate attenzione, il virus esiste e può attaccare tutti – racconta Lorella, ed aggiunge – Io non avevo malattie pregresse eppure ho rischiato di morire“.

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