Speranza: intervento sulla scelta delle Regioni nelle zone di rischio

La scelta delle Regioni nelle rispettive zone di rischio ha suscitato una serie di polemiche: interviene il ministro Speranza

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Il ministro della Salute Roberto Speranza (Getty Images)

La collocazione di certe Regioni nelle fasce previste dal nuovo Dpcm non ha mancato di generare delle polemiche sulla scelta; specie da parte di governatori e sindaci, oltre che da parte dei cittadini.

Su questo, interviene il ministro Speranza che avverte sulla necessità di interrompere il flusso di discussioni intorno al tema e che il Dpcm è il risultato di una scelta obbligata, senza “alternative”: il decreto è il risultato di “un lungo lavoro” e non di scelte improvvisate.

Quanto al criterio seguito per la determinazione delle Regioni nelle rispettive fasce a rischio, il ministro della Salute ribadisce il coinvolgimento delle stesse Regioni quale fonte per i dati utilizzati. Il Dpcm è stato necessario e il Governo non vi si è sottratto.

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Intervento del ministro Speranza sulla collocazione delle Regioni nelle fasce a rischio

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Il ministro della Salute Roberto Speranza (Getty Images)

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, interviene nella polemica sorta intorno al Dpcm e alle zone di rischio; insorte alcune Regioni che avrebbero scelto misure più restrittive ed altre che, invece, ne avrebbero volute di più blande.

Non c’è tempo per le discussioni, avverte il ministro, il virus dilaga ed era necessario il provvedimento del Governo. Nell’ambito dell’informativa sui dati e i criteri seguiti dal Governo per la determinazione delle aree rossa, arancione e gialla, previste dal Dpcm del 3 novembre scorso, il ministro ribadisce il coinvolgimento delle Regioni nonché del Comitato tecnico scientifico.

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Il ministro della Salute Roberto Speranza (Getty Images)

Speranza ribadisce, inoltre, che le polemiche in ambito politico sono dannose e che possono solo alimentare confusione tra i cittadini. L’invito, pertanto, è quello di non “superare certi limiti”.

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