Vaccino antinfluenzale. Scotti (Fimmg): “Dosi insufficienti”

La campagna antinfluenzale è iniziata ma la situazione è allarmante. Il segretario Fimmg Silvestro Scotti spiega il motivo dei ritardi

Silvestro Scotti (foto Facebook)
Silvestro Scotti (foto Facebook – @silvestro.scotti)

La campagna di vaccinazione contro l’influenza è partita da più di un mese fa ma a distanza di settimane sembra che la situazione non sia delle più rosee riguardo la possibilità di richiedere il vaccino ed i ritardi delle stesse Regioni nell’affrontare la richiesta.

Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, Federazione italiana medici di famiglia, è stato intervistato da FanPage e ha rilasciato alcune dichiarazioni importanti circa il vaccino antinfluenzale in Italia e come è stata gestita tutta la campagna, dall’acquisto fino al rapporto con privato e pubblico. Secondo quanto dichiarato proprio da Scotti, sono state acquistate 17,8 milioni di dosi, ma queste al momento risultano insufficienti “anche a coprire gli aventi diritto”.

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Silvestro Scotti ha spiegato che quest’anno “le campagne per la vaccinazione antinfluenzale sono iniziate prima rispetto al 2019. Abbiamo notato un aumento della velocità dei vaccini in media erogati pari al 20-30 per cento nelle regioni virtuose, testimoniando anche una maggiore attenzione da parte dei pazienti. Adesso però il vantaggio di sta assottigliando”.

Ma a cosa è dovuto questo stop improvviso? “Se non siamo ancora arrivati ad eguagliare e superare i numeri dello scorso anno è perché in molte realtà siamo fermi. Tutto dipende dalle gare d’acquisto, che in Italia avvengono da parte dei servizi sanitari regionali con procedure centralizzate, i quali poi redistribuiscono le dosi ai medici di famiglia”. E precisa: Noi le gare le facciamo regionali, ma questo sistema non funziona. Fare prevenzione così e non a livello nazionale o addirittura europeo, come per il Covid, è pura follia”.

Silvestro Scotti, “Chi non rientra nella fascia protetta non potrà essere vaccinato”

Vaccino antinfluenzale
Vaccino antinfluenzale (GettyImages)

Le procedure centralizzate sono quindi per il segretario della Fimmg il vero problema nel sistema, inoltre al momento per i soggetti non considerati a rischio la possibilità di vaccinarsi è praticamente nulla. “Noi abbiamo acquistato con gara pubblica più di 17,8 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale per gli aventi diritto – spiega – cioè per quelle categorie per le quali è raccomandata la vaccinazione, quindi persone sopra i 60 anni, soggetti fragili e operatori sanitari e bambini 6 mesi–6 anni. A quel punto le aziende farmaceutiche non hanno avuto più produzione da poter fornire alle farmacie per il mercato privato, destinato cioè a chi deve acquistarlo perché non rientra nelle “fascia protetta“.

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Se oggi abbiamo quasi 18 milioni di vaccini per 16 milioni di cronici, a cui si aggiunga il personale sanitario e di polizia e gli allevatori, ci rendiamo conto che non ce la facciamo a coprire tutti. Queste dosi sono insufficienti a coprire il 100 per cento del target”.

Scotti alla fine parla anche del vaccino anti-Covid che pare sarà distribuito già da fine gennaio 2021 ma secondo lui “la pandemia sta creando un egoismo sanitario diffuso. Se non si punta su un modello di comunicazione serio per far capire alla popolazione come queste dosi saranno distribuite rischiamo rivolte sociali”.

 

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