Disturbi alimentari, cosa sono e come riconoscerli in tempo

Le persone che soffrono di disturbi alimentari sono moltissime anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Vediamo quali sono e come riconoscerli.

psicologia
(Gerd Altmann da Pixabay)

I disturbi alimentari sono problematiche psicologiche che vanno ad attaccare per intero la vita di una persona, spesso, in modo subdolo. Non è facile accorgersi di quello che succede. Non lo è nemmeno per chi ne soffre. Si pensa sempre che sia un qualcosa di momentaneo, passeggero e spesso non ci si rende nemmeno conto di avere un problema. Il Ministero della Salute accomuna i disturbi alimentari ad un’eccessiva preoccupazione per la propria forma fisica e conseguentemente a un’alterata percezione della propria immagine corporea.

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Disturbi alimentari, più diffusi di quel che sembra

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(Tumisu da Pixabay)

Nonostante possa sembrare che se ne parli poco, i disturbi alimentari costituiscono una vera e propria epidemia sociale. Secondo il Congresso dell’Associazione nazionale dietisti nel 2018 in Italia ne erano affetti 3 milioni di persone. Di questi il 90% sono donne e 2 milioni sono adolescenti. E sono proprio gli adolescenti destare maggiore preoccupazione a causa della loro giovane età. Sarebbero stati riscontrati anche casi di bulimia e anoressia in bambine di appena otto anni.

È molto importante riuscire a riconoscere subito i sintomi in modo da poter intervenire quanto più velocemente possibile. I danni fisici e psicologici che questi disturbi possono causare non vanno assolutamente sottovalutati, ma anzi, temuti. Eccone una panoramica:

Anoressia nervosa: caratterizzata da un decisivo calo del peso dato da un’alterata percezione della propria immagine corporea. Nelle persone che ne soffrono (95% donne) viene spesso associato con un’attività fisica molto intensa, vomito o l’uso di lassativi.

Bulimia nervosa: caratterizzata da un’incontrollabile voglia di mangiare seguita da un terribile senso di colpa. Per questo spesso si fa ricorso, come nel caso dell’anoressia nervosa, al vomito auto-indotto, ad un’attività fisica intensa e all’utilizzo di lassativi.

Obesità: caratterizzata da una vita sedentaria e da uno squilibrato rapporto con il cibo (quando non è di natura genetica o patologica).

Ortoressia: si manifesta come un’ossessione per il cibo sano e naturale, e nella ricerca maniacale di alimenti biologici e naturali. Assume le sembianze di una vera e propria fobia.

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vegani
cibo vegano (pixabay)

Fame nervosa: caratterizzata dalla voglia di mangiare in maniera compulsiva questo può portare a lo sviluppo di una vera e propria dipendenza.

Bigoressia: (o “Complesso di Adone”) consiste nella continua ricerca della figura corporea perfetta adottando regimi alimentari molto rigidi, uso di farmaci e integratori per aiutare il raggiungimento dell’obbiettivo.

Picacismo: caratterizzato da una forte componente psichiatrica, consiste nel mangiare cose non commestibili.

Pregnoressia: riguarda le donne incinta che non vogliono prendere peso nonostante il percorso naturale della gravidanza. Per questo seguono diete ipocaloriche e sessioni di allenamento prolungate che causano problemi sia a loro stesse che al bambino/a.

Drunkoressia: diffusa principalmente fra i giovani compresi tra i 14 e i 18 anni. Consiste nell’abitudine di mangiare molto poco per poter poi assumere forti quantità di alcolici.

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