Furto del secolo al Castello di Dresda, in manette tre persone

Si tratta del più grande furto di gioielli del secolo quello compiuto lo scorso anno al Castello di Dresda, arrestati ieri i tre responsabili

Ieri mattina la polizia tedesca ha arrestato a Berlino le tre persone sospettate del furto compiuto lo scorso 25 novembre al Castello di Dresda. Nel castello era ospitata presso la Sala delle Volte Verdi, la più ampia esposizione temporanea di gioielli in Europa, e i responsabili sono riusciti a rubare beni per un valore di 1 miliardo di euro.

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Secondo la stampa locale la maxi retata è scattata ieri mattina nel quartiere berlinese di Neukoelln, dove 1600 agenti delle forze speciali della polizia hanno perquisito 18 appartamenti e locali, alla ricerca di prove contro il sospettato clan arabo-libanese dei Rammo. I fermati, al momento accusati di furto e incendio doloso, attendono di comparire davanti il giudice.

Nel furto al Castello di Dresda erano stati rubati tre set di gioielli che facevano parte di una collezione da 90 pezzi risalenti al periodo dei principi sassoni. Il quotidiano Bild all’epoca dei fatti aveva stimato il valore dei gioielli rubati, come detto, intorno a 1 miliardo di euro.

I Rammo furono responsabili nel 2017 del furto di una moneta di 4mln di dollari

Furto Castello di Dresda, catturati i colpevoli
Furto Castello di Dresda (GettyImages)

Le dinamiche dei fatti avvenuti a novembre 2019 sono state abbastanza semplici e in pieno stile film di spionaggio: come ha spiegato il Süddeutsche Zeitung, i ladri avevano dato fuoco alla centralina elettrica per disinnescare tutto l’impianto di video sorveglianza ed intrufolarsi in modo tacito nell’edificio. L’aspetto che ha fatto molto discutere è stato però il modo insolito con cui sono scappati, ovvero a bordo di un taxi da Dresda a Berlino, indisturbati per circa 200 chilometri.

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Al momento la Procura di Dresda in una nota ha fatto sapere che il bottino non è stato ancora ritrovato, ed un portavoce della polizia, Thomas Geithner, ha affermato che “bisognerebbe avere molta fortuna a ritrovarli un anno dopo ma che la speranza è l’ultima a morire“.

I Rammo sono una famiglia molto potente fattasi conoscere negli anni alle autorità tedesche non solo per il loro rapporto stretto con altre organizzazioni impegnate in riciclaggio e sfruttamento della prostituzione.

Ricordiamo anche il famoso furto nel 2017 dal museo Bode della capitale tedesca di una moneta con l’effigie della Regina Elisabetta da cento chilogrammi del valore di 4 milioni di dollari. Il cimelio non è stata mai ritrovato e si pensa sia stata fuso per ricavare denaro liquido che è servito a pagare i traffici dei Rammo.

 

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