Strage di Erba, ci sono nuovi reperti, ma la Cassazione nega la riapertura

Strage Erba, Cassazione nega accertamento su nuovi reperti. Nuovo no per Olindo Romano e Rosa Buzzi i due coniugi condannati all’ergastolo

violenza
Violenza (Nino Carè da Pixabay)

E’ arrivato un nuovo no per Olindo Romano e Rosa Buzzi, i coniugi condannati all’ergastolo per la strage di Erba. Avevano chiesto anche alla Cassazione la riapertura del caso per far esaminare nuovi reperti. E’ arrivato il secco no per i due coniugi condannati. I giudici del Palazzaccio hanno confermato quanto già deciso dalla Corte di Appello di Como. Gli avvocati dei coniugi, infatti, si erano dapprima rivolti alla Corte d’appello per ottenere l’esame dei nuovi reperti ritrovati. “Ora attendiamo il deposito delle motivazioni della Corte – afferma l’avvocato dei coniugi Fabio Schembri – per vedere se in quelle i giudici indicheranno comunque una possibile soluzione per analizzare questi reperti. Noi vorremmo sapere una volta per tutte su quali ‘armi’ possiamo contare per chiedere la revisione a cui stiamo lavorando”.

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Strage di Erba, la ricostruzione

Violenza domestica (Getty Images)
Violenza domestica (Getty Images)

I due coniugi stanno scontando l’ergastolo nel carcere di Opera, per lui, e Bollate, sempre a Milano, per lei. I due sono accusati della strage del dicembre 2006, quando verso le 20 dell’11 dicembre ambulanze e mezzi dei Vigili del fuoco corrono in via Diaz al civico 25, dove un appartamento è in fiamme. Quando i soccorsi riescono ad entrare in casa, a terra ci sono quattro cadaveri, sangue ovunque ed un uomo ancora vivo sull’uscio della porta. L’uomo ancora in vita è Mario Frigerio inquilino del piano superiore, mentre le vittime sono Raffaella Castagna (30 anni), il figlio Youssef Marzouk (2 anni), la madre Paola Galli (60 anni) e la vicina di casa Valeria Cherubini (55 anni) coniuge di Frigerio. Dalle immagini emerge che le vittime sono state aggredite brutalmente con sprangate e colpi di taglio, come accaduto anche al piccolo Youssef. Le indagini degli inquirenti indirizzano verso i coniugi Romano che avevano avuto in passato dei litigi con la famiglia colpita.

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Tribunale martina rossi
Tribunale (Getty Images)

A condannare i due oltre alla testimonianza di Frigerio, l’uomo trovato vivo sull’uscio di casa, anche tracce del dna della moglie di Frigerio nell’auto di Olindo. Si arriva così alla condanna all’ergastolo per i due coniugi.

 

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