“Il Natale 2020? Ce lo possiamo scordare.” Le parole del coordinatore del CTS

Natale 2020. Cosa ci dobbiamo aspettare per le festività di dicembre. Cattive notizie dal coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico 

Natale
Natale – GettyImages

Notizie poco rassicuranti provengono da Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico. Durante la trasmissione Porta a Porta ha chiaramente detto che le festività natalizie a cui siamo abituati, quest’anno difficilmente potranno aver luogo.

Il 3 dicembre prossimo avrà fine il DPCM attualmente in corso. Ma dal giorno dopo non ci sarà di certo un “libera tutti“. “E’ probabile che negozi e ristoranti possano riaprire in un regime di seminormalità” – ha detto Miozzo “Tuttavia, le regole dovranno continuare ad essere rispettate”.

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Natale 2020. Le parole di Miozzo sulla curva epidemiologica

Natale 2020
Antonio Miozzo – Screen RaiPlay

La speranza è ovviamente quella che le misure restrittive a cui siamo sottoposti tutti durante questi giorni, possano portare all’atteso calo della curva epidemiologica. Se anche dovesse accadere, gli esperti invitano alla calma. “Un Natale tradizionale ce lo dobbiamo dimenticare. Dovremmo indirizzarci verso un Natale 2020 più sereno e legato alle tradizioni squisitamente familiari” – suggerisce il coordinatore del Comitato tecnico scientifico. Ha continuato, dicendo: “I dati del contagio sono molto alti anche se apparentemente la curva sembra stabilizzarsi. Il numero di vittime che abbiamo tutti i giorni ci devono ricordare che siamo ancora nel pieno del problema”.

Bisogna attenzionare il fatto che adesso, rispetto alla prima ondata, i rischi non sono più localizzati ma riguardano in egual misura tutto il paese.

Cosa pensa invece Agostino Miozzo della questione scuola? “Il rischio all’interno degli istituti scolastici è certamente inferiore che all’esterno. Le probabilità di un contagio per i giovani sono maggiori in un centro commerciale, ad esempio, al di fuori di un bar o in qualsiasi ambito d’aggregazione non controllata. Anche in un contesto di didattica a distanza in cui si riuniscono in casa 4, 5 o 6 persone”. Prosegue poi il coordinatore del CTS: “Quando si è a scuola gli insegnanti obbligano i ragazzi a tenere tutti la mascherina. Devono sanificarsi e mantenere le distanze. Non solo vengono imposti  questi regimi ma vengono loro spiegati: questo è l’aspetto più importante. Essere lontani dalla scuola non aiuta”.

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protesta studenti
scuola (getty images)

Agostino Miozzo si è espresso anche sulla questione sanitaria attuale in Calabria: “Penso che che Gino Strada, insieme ad Emergency e alla Protezione civile, possano fare un buon lavoro per la regione”. Miozzo sostiene che Gino Strada conosca perfettamente la situazione e lo stato d’emergenza in cui versa; secondo lui sarà in grado d’intraprendere il percorso giusto per ridurre la pressione sugli ospedali calabresi.

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