Licenziata perchè trans: “Non mi assume nessuno…”

La storia di Anna: licenziata perché trans: “Non mi assume nessuno e io non voglio prostituirmi”

Omofobia Gay Corte Suprema
Manifestazione (GettyImages)

Il lavoro rimane un grande problema in Italia. Il paese paga ancora le politiche sbagliate del passato che non hanno preparato il paese al grande cambiamento della globalizzazione che ha finito con il creare più precariato e instabilità piuttosto che lavoro sicuro. In Italia si perde il lavoro, però, anche perchè si è transgender. E’ accaduto ad Anna, che era responsabile della logistica di un azienda del settore elettromedicale. Al ritorno da un viaggio, a Bangkok, dove si è operata per cambiare sesso, ha trovato sul tavolo l’amara sorpresa: lettera di licenziamento. L’azienda ha trovato come scusa l’arrivo di un nuovo socio di maggioranza dagli Stati Uniti con le intenzioni di tagliare il personale. In realtà, venne licenziata soltanto lei e un suo collega prossimo alla pensione: “All’inizio sembravano tutti contenti – dichiara Anna – nessuno mi ha impedito di intraprendere il percorso. È stato solo dopo che ho capito quanto davvero mi sarebbe costato quell’intervento”.

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Licenziata perchè trans, non trova lavoro

omofobia
gay pride (getty images)

La verità, poi, è venuta a galla anche perchè in privato è stato rivelato ad Anna che l’azienda non voleva essere rappresentata da un transgender. Lei non ha voluto impugnare il licenziamento davanti ai giudice semplicemente perchè non avrebbe voluto, poi, tornare a lavorare in un ambiente che sarebbe diventato sicuramente ostile. Così, si è messa alla ricerca di un altro lavoro, ma è stato tutto inutile. L’aspetto fisico l’ha condannata e ora che l’indennità di disoccupazione è terminata, la necessità di lavorare si fa sempre più pressante.

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Bandiera Gay
Bandiera (Foto di SatyaPrem da Pixabay)

Anna scarta a priori l’alternativa che molti transgender accettano come unico sbocco per sopravvivere, prostituirsi: “Non ho nulla contro chi sceglie liberamente di prostituirsi – dichiara Anna – ma non è quello che desidero per me stessa”. Una triste realtà che pone delle persone ai margini della società.

 

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