Strage di Erba, spunta un nuovo testimone: il racconto a Le Iene

Nella puntata odierna de Le Iene, parlerà un testimone della Strage di Erba: le sue parole scagionerebbero gli imputati Rosa e Olindo

Strage di Erba
Strage di Erba (foto dal sito ufficiale de Le Iene)

A distanza di 14 anni dall’eccidio compiuto ad Erba, in provincia di Como, spunta la testimonianza di Abdi Kais. Il tunisino, arrestato assieme ad Azouz Marzouk, padre e marito di due delle vittime della strage, ha fatto delle importanti rivelazioni su alcune faide tra gruppi della zona.

Abdi, che ha frequentato l’abitazione nei mesi antecedenti alla drammatica vicenda, sostiene che l’eccidio non possa esser stato compiuto da Rosa e Olindo, vista anche la preparazione fisica necessaria per lo scontro.
Questa sera, nel programma Le Iene, si affronterà la questione, ed il pubblico potrà conoscere le sue dichiarazioni.

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Strage di Erba, nuovo testimone: “Non sono stati Rosa e Olindo”

Strage di Erba
Strage di Erba (foto dal web)

Abdi Kais, che al tempo frequentava la casa in cui si svolse l’eccidio, ha parlato di una faida tra il gruppo di tunisini di cui faceva parte Azouz, ed un gruppo di marocchini: l’oggetto della contesa era la zona di spaccio tra Erba e Merone. Le rivalità, stando alle parole del testimone, sono sfociate spesso in risse ed accoltellamenti fra le due bande.

Abdi, inoltre, sostiene che la dinamica della strage di Erba è assolutamente incompatibile con la fisicità dei coniugi Romano. Secondo lui, solamente persone armate di coltelli e preparate fisicamente avrebbero potuto compiere un simile massacro, ed i marocchini lo erano.

La testimonianza del tunisino si preannuncia essere un elemento importante per la difesa di Rosa e Olindo. Tra l’altro, proprio pochi giorni fa, i legali dei due hanno richiesto alla Cassazione di prendere in esame alcuni elementi che, ritrovati nella scena del delitto, non furono mai presi in considerazione. Ma la Cassazione ha respinto la loro richiesta.

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Io mi auguro e spero che nella motivazione la Corte di Cassazione possa indicare una strada tramite la quale farci analizzare questi reperti” – dichiara Fabio Schembri, avvocato della difesa, chiedendo spiegazioni in merito alle ragioni per cui l’analisi di questi reperti è stata vietata.

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