10 domande a Kikò Nalli, l’hairstaylist più amato dal pubblico

La nostra intervista a Kikò Nalli: talentuoso haistylist e volto noto della televisione che si racconta ai nostri microfoni.

 

 

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Abbiamo posto le nostre 10 domande a Kikò Nalli, non solo parrucchiere ma anche ideatore di nuove tecniche di colorazione che stanno ottenendo un grandissimo risultato a livello internazionale. Anche i prodotti dedicati alla cura del capello sono stati richiestissimi e oggi Kikò ci racconta il segreto del suo successo.

Kikò ci ha raccontato anche le sue esperienze televisive che l’hanno reso noto e amato dal pubblico e infine vuole dare un consiglio ai più giovani che lo seguono.

Kikò, siamo subito curiosi di conoscere la novità dell’haistylist che hai ideato. Ti va di raccontarcela?

Ve lo presento con orgoglio, ho creato un tubo di plastica con dei fori e all’origine si trattava di una canna di bamboo. Ho visto che riuscivo a lavorarci facendo entrare all’interno di essa una coda facendo uscire dai fori delle ciocche di capello che poi andrò a lavorare, sfumandole: parliamo dunque di shatush, balayage, degradè. Ho minimizzato i tempi perchè sostituendo le classiche cartine con questo oggetto anziché impiegarci due ore circa, basterà un quarto d’ora con dei risultati meravigliosi e semplici da realizzare.

Questo oggetto sta riscuotendo un grandissimo successo e non solo in Italia. Ma come si chiama questa nuova creazione e quali sono i risultati già raggiunti?

Questo semplice oggetto si chiama Bambookì, ho voluto dargli questo nome unendo la parola bamboo che è ciò che mi ha ispirato a Kì cioè Kikò, per dargli la mia firma. In soli due mesi i risultati sono stati sorprendenti, è diventato un cult da avere nei saloni e non solo in Italia ma anche in Lettonia, Brasile, Svizzeria, Svezia, Olanda, Francia fino a New York. Mi sta dando delle grandissime emozioni come fosse un figlio, ogni giorno mi mandano video da tutto il mondo per farmi vedere i meravigliosi risultati che realizzano e io ne sono orgoglioso anche perché è un prodotto ideato da un italiano.

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Cosa significa questa importante svolta lavorativa per te?

Innanzitutto ho ottenuto il rispetto dei miei colleghi e della mia professione, purtroppo spesso quando si fanno lavori artigianali come il parrucchiere, il meccanico o il falegname c’è sempre il tuo competitor che ti sminuisce e invece ora mi sento più rispettato. Io vengo da una lunga gavetta, ho aperto il mio primo salone a 15 anni e ho lavorato duro, mi sono sempre impegnato nel mio lavoro a 360 gradi dedicandogli tutto me stesso come fosse il mio quarto figlio. Ho deciso di presentare per la prima volta a voi questa mia invenzione perché finora l’ho pubblicizzata solo tramite i miei social.

 

 

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Hai sempre dedicato il massimo della professionalità al tuo lavoro mostrando particolare attenzione alla cura del capello, con un occhio sempre al naturale: libri e hair care tutti realizzati da te.

Io sono anni che mi dedico al naturale, ho scritto un libro che si chiama “Kikò e la natura in testa” dove entravo metaforicamente nelle case di chi acquistava il libro, alle signore facevo aprire la credenza per utilizzare gli ingredienti che avevano in casa, anche scaduti, realizzando dei prodotti per la cura dei capelli eccezionali, naturali e semplicissimi da preparare. Ho sempre amato la natura conciliandolo questo amore con quello per il mio lavoro. Dopo il Bambookì che mi ha dato una conoscenza globale ho creato le mie “quattro dinamiti”: uno shampoo, una maschera, un filler e un anticrespo. Super ristrutturanti per i capelli danneggiati, tutti naturali come si può vedere dall’inci e lavorati al 100% da me con l’aiuto di un chimico di professione che produce per le più grandi multinazionali. Quando ho ideato il Bambookì mi sono accorto che svuotando la canna di bambù , dalla polpa si ottiene un ingrediente miracoloso che ci regala la natura per la cura dei capelli. Un altro ingrediente fondamentale che ho unito al bambù è l’olio di cocco, uno dei più potenti ristrutturanti che abbiamo.

Oltre ai prodotti specifici per i capelli c’è uno strumento che è andato sold out in meno di una settimana. Vuoi raccontarci quest’altra novità?

Certo e proprio il cocco è stato anche l’ingrediente segreto del successo della mia piastra a vapore dove all’interno non si mette l’acqua demineralizzata di cheratine vegetale come avviene comunemente ma proprio l’acqua del cocco che va inserita nell’apposito contenitore e oltre alla piega ristruttura i capelli. Nessuno ci aveva mai pensato prima d’ora tant’è che è sold out: in cinque giorni sono finite le 3000 che avevo fatto fare. A gennaio verrà rimessa in produzione.

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Ad accompagnare questo lavoro e queste creazioni c’è anche una tournée, di cosa si tratta?

Prima del lockdown avevo chiuso 80-90 date poiché chi aveva acquistato il Bambookì voleva anche la presentazione dell’ideatore per fare delle dimostrazioni così insieme a Gammapiù abbiamo deciso di creare una tournèe e in cinque giorni abbiamo chiuso 70 date in Belgio, Francia, Inghilterra, Giappone e Cina. Conoscendoli spieganogli il prodoto e dandogli visibilità sul mio profilo social da 258 milla follower. Tutto questo successo mi ha assorbito totalmente e il tempo da dedicargli non è mai sufficiente, ho deciso però di alternarmi dedicando una settimana a questi appuntamenti e una settimana invece mi fermo per poter stare con i miei figli perché a 50 anni è giusto che sappia avere il tempo giusto da dedicare alla mia famiglia.

 

 

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L’emergenza Covid ha cambiato tutti noi e ha colpito duramente anche il tuo settore. Tu come lo stai vivendo tutto questo?

Lo sto vivendo male, respiro il negativo e esco solo per andare a lavoro. Alcuni colleghi riescono a lavorare ma al 50-40% altri invece sono disperati. Cerco di aiutarli anche parlando, chi ha acquistato il Bambookì è in contato con me telefonicamente per ricordre questo momento come un periodo di aggregazione. Questo marchingegno è anche un progetto anche anticovid perché riduce i tempi e permette di mantenere le distanze. Gli ingressi così aumentano, si ammazzano i tempi, si lavora da dietro e non da davanti e si permane nel salone per poco tempo così chi lo utilizza riesce ad aumentare la clientela. Mi auguro per i miei colleghi che riescano a portare avanti il loro lavoro, anche io ho dovuto fermare sia il tour sia il coaching dato che ora la mia professione è quella di insegnare in giro per il mondo.

Oltre alla carriera da hairstylist sei stato conosciuto dal pubblico grazie alle tue partecipazioni televisive a cominciare da “Detto Fatto” dove facevi proprio dei tutorial inerenti al tuo lavoro.

Sì, ho iniziato quando ero giovane con “Uomini e donne”, poi mi sono concentrato nel mio lavoro fino ad approdare a “Detto Fatto” avendo avuto la fortuna di riceve la proposta da Caterina Balivo quando è venuta al mio salone per farsi i capelli. Mi aveva chiesto se ero interessato a fare dei tutorial nel suo programma, l’ho fatto per 5 anni e lo spazio che mi ha dedicato è stato un grande successo, i tutorial erano i più seguiti e il segreto era la mia professionalità unita alla semplicità che mi contraddistingue sia televisivamente che nei saloni dimostrandomi serio ma interagendo in modo pulito e vero. Successivamente ho lavorato con Barbara D’Urso per 4 anni facendo degli spunti sul naturale nel suo programma.

Poi la consacrazione della tua notorietà che è arrivata con il Grande Fratello.

Sì, mi era stato chiesto di farmi conoscere come parrucchiere ma io non mi sono sentito di entrare nella casa del GF in quel modo perché lì volevo far vedere chi sono in casa e non nel salone in cui lavoro. Quindi ho deciso di staccarmi dal mio mando facendomi conoscere come padre, come uomo e come persona con tutte le sue debolezze o le sue forze. Ho cercato di fare un percorso pulito senza stratagemmi per arrivare chissà dove. Ad oggi dopo 1 anno e mezzo che è finito ancora ricevo delle bellissime risposte con la gente che mi scrive, tanti ragazzi mi dicono “mi sarebbe piaciuto avere un padre come te” e questo mi dà una carica incredibile perché se a un estraneo è arrivato che io sia un buon padre e un buon uomo i miei figli possono essere orgogliosi di me.

 

 

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La notorietà che hai avuto ti permette di avere una grande seguito anche sui social dove hai quasi 260 mila followers. Vorresti lanciare un messaggio proprio ai più giovani anche in relazione a questa situazione difficile.

Io posso dirti una cosa che non ho mai detto a nessuno perché non mi piace pubblicizzare un malore ma ho avuto il Covid, quello pesante che ti fa starm male che non puoi neanche toccarti i capelli per il dolore. Sono stato 15 giorni solo con la mia solitudine ma con la mia voglia di reagire e voglio dirvi non fate stupidaggini perché quando uno pensa ‘non mi tocca’ è proprio il momento in cui siamo più a rischio perché io stesso lo sottovalutavo, prendevo sempre appuntamenti.. Oggi dopo l’esperienza che ho subito posso dire che è brutto e che non lo auguro a nessuno neanche al mio peggior nemico. Io purtroppo ho avuto il virus brutto, quello che ti devasta, sentivo lacerarmi lo stomaco e solo a raccontarlo mi vengono i brividi. Questa cosa mi ha fatto paura perché quando sei solo e ti lasciano fuori una busta del pranzo non è facile. E ricordiamoci che chi abbiamo affianco è sempre in pericolo e dobbiamo stare attenti. E’ giusto riuscire a viverci la nostra vita ma tutelandoci. Nessuno sapeva che sono stato male, sono guarito da circa 20 giorni, non volevo dirlo per pubblicizzare il mio malessere ma è giusto raccontarlo quando se ne esce come testimonianza per raccontare ciò che succede, perché non è una semplice influenza. E anche la cura è devastante perché gli antibiotici ti portano la testa a sbarellare. Sono contento di esserne uscito, sto bene, sono tornato a lavorare, sto con i miei figli. Il mio consiglio inoltre è quello di vivere con più sorrisi che ultimamente se ne vedono pochi.

MELISSA LANDOLINA

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