Ambra Angiolini. Gianni Boncompagni le diceva cose tremende

Ambra Angiolini. Adesso è un’attrice affermata ma la ricordiamo tutti per gli esordi a Non è la Rai. Il suo rapporto con l’uomo che la scoprì

Ambra Angiolini (Getty Images)
Ambra Angiolini (Getty Images)

Sono molteplici le showgirl, attrici, conduttrici, cantanti che sono attualmente sulla cresta dell’onda ma sono emerse grazie al programma cult degli anni ’90, Non è la Rai. Fu un vero e proprio fenomeno di costume, una trasmissione che in solo quattro stagioni fece la storia della televisione.

La prima edizione del programma è stata condotta da Enrica Bonaccorti, la seconda da Paolo Bonolis; a quest’ultimo, per le ultime due, venne preferita un’acerba Ambra Angiolini. Fu l’ideatore e regista del format, Gianni Boncompagni, a sceglierla tra le tante ragazze che si erano distinte per capacità e carisma.

 

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La ragazza aveva allora solo 16 anni e veniva indirizzata dallo stesso Boncompagni tramite un’evidente auricolare. Il suo talento consisteva proprio nel rielaborare con prontezza ed originalità ciò che le veniva suggerito nel corso della diretta. Era così padrona della scena che catalizzò la concentrazione dei media su di sè. L’anno del suo esordio alla conduzione ricevette il Telegatto come personaggio rivelazione dell’anno.

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Gianni Bomcompagni morì nel 2017 a seguito di una lunga malattia. Si è sempre pensato che lui, in un certo senso, raccomandasse Ambra Angiolini e che le suggerisse tutto quello che doveva dire e fare durante le puntate. Prima del suo decesso egli stesso dichiarò: “Suggerirle le battute? Altroché! Le dicevo delle cose tremende, povera ragazza. Irripetibili! Lei era bravissima perché doveva far finta di nulla”.

Quella che poi fu la carriera di Ambra Angiolini è storia. Ad oggi è una delle attrici fiore all’occhiello del cinema italiano. Nel 2006 ha debuttato con il film Saturno Contro di Ferzan Özpetek. Fu accolta talmente bene dalla critica da vincere riconoscimenti come il Nastro d’argento, David di Donatello, Globo d’oro e il Ciak d’oro come miglior attrice non protagonista o come miglior rivelazione.

Da lì in poi solo successi sul grande schermo. Non dimentica però le radici e la persona che l’ha scoperta quando era ancora un’adolescente. Di Boncompagni ha detto: “È stato difficile pensare che la persona che mi ha guidata non ci sia più. Mi ha insegnato a farmi forza e a risalire dopo le difficoltà: tutte le sue lezioni sono state preziose.”

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Ambra Angiolini ha recentemente condotto l’edizione del 2020 del Concerto del Primo Maggio in questo anno così particolare e delicato per tutti. Ha detto che Gianni Boncompagni ancora per lei rappresenta un maestro: “Grazie a Boncompagni le difficoltà non mi hanno spaventata. A 15 anni non potevo decidere niente, ma qui ho condiviso ogni cosa e abbiamo lasciato i capricci a prima della quarantena”.

Prima della morte del regista e autore, c’è stata occasione per lei di incontrarlo e scambiare le ultime parole: “Da ragazzina avevo paura di lui. M’intimoriva, gli davo sempre del Lei. Non volevo dire la cosa sbagliata, mi sentivo stupida. Poco prima che se ne andasse, ci siamo visti. Mi ha detto delle cose che non mi avrebbe mai detto. E’ stato un regalo immenso quell’ultimo incontro”.

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