Diego Maradona e la “chat” segreta di Barbara D’Urso: “Ne aveva bisogno”

Indiscrezione clamorosa all’indomani della scomparsa di Diego Armando Maradona. A rivelarla è Barbara D’Urso attraverso chat segrete

 

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Sono trascorsi diversi giorni dalla sconvolgente scomparsa del più grande calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona. Eppure il suo nome continua a tornare in auge, ogni giorno per bocca di qualcuno.

Il Pibe de Oro ha avuto una vita abbastanza travagliata, ma neanche con l’anima tra le braccia degli angeli sembra stare tranquillo. Un argomento che tiene banco nel suo infinito “branco” di generazioni familiari è certamente l’eredità a “peso d’oro”, lasciata dal più grande di tutti. Ma a quanto pare ancora non si placano le voci di una presunta scomparsa, per mano del…colpevole.

La prima ad annunciare la morte di una icona leggendaria del mondo del calcio è stata la conduttrice di “Domenica Live”, Barbara D’Urso, che da cuore partenopeo ha versato più di una lacrima all’annuncio immediato. La stessa ha tentato di riconciliare il figlio Diego Junior, in diretta tv, ma il Covid e gli estremi silenzi per il più celebre papà argentino evidentemente lo hanno tenuto bloccato

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Conosciuto come il più grande numero 10 di tutti i tempi, Diego Armando Maradona non ha ancora esaurito le scorie terrene. Si cerca sempre più di far chiarezza per quanto riguarda l’equipe medica che aveva l’estremo obbligo di vigilare la situazione clinica di Diego.

Ma la decisione di affidargli chi o cosa, stando alle chat segrete di “Whatsapp” non era demandata direttamente a lui, in prima persona. Barbara D’Urso, dall’alto della sua esperienza di maestra del Gossip moderno ha rivelato un altro “incantesimo” dei suoi. Le chat sospette sono apparse qualche ora prima della morte del Diez e riguardano una conversazione tra tre figli e due specialisti psicologi, la dottoressa Cosachov e lo psichiatra Leopoldo Luque

Dalma Maradona è stata la prima a rivelare le preoccupazioni, sulle condizioni di salute del papà. A Tigre nella casa di Diego e a contatto con lui ci è finita probabilmente la persona sbagliata: “Sono stata appena contattata da una persona per l’affidamento ai ricoveri domiciliari” – si leggono i messaggi di Dalma nella chat, già esistente ai tempi dell’ematoma subdurale contratto dal Pibe.

“Papà ha vomitato perchè ha mangiato gamberoni con aglio e broccoli, ma non vuole che nessuno vada a casa a visitarlo”. Ma la legge recita che di fronte ai casi clinici, la decisione definitiva non spetta al paziente oncologico, bensì alla sua famiglia. La stessa che “ostentava” l’esigenza di affidamento di “un medico che rispondesse per lui”.

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Poi arriva il 14 Novembre, giorno in cui Dalma va su tutte le furie e in quella chat di gruppo rivela: “Avevamo chiesto un medico di base generico e non un neurochirurgo”, con riferimento a Leopoldo Luque, lo specialista che avrebe curato in maniera “malsana” Diego e con il quale sarebbe venuto anche alle “botte”. L’indagini dunque si infittiscono: ora tra le mani degli inquirenti ci son finiti anche quei messaggi. Che sia la svolta definitiva per archiviare definitivamente il caso?

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