Come comportarsi a tavola: il galateo delle festività natalizie

Troppo spesso siamo convinti di comportarci in modo cortese ed educato. E magari cortesi lo siamo anche ma facciamo degli strafalcioni per quanto riguarda l’educazione. In alcuni casi ignoriamo le regole del galateo e dato che le festività natalizie sono alle porte cercheremo di rispolverare un po’ di regole per quanto concerne le buone maniere. Così saremo dei perfetti padroni di casa o, in alternativa, degli ospiti impeccabili.

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Le regole della buona educazione sono fondamentali se vogliamo farci stimare e volere bene (Steve Buissinne da Pixabay)

In questo articolo cercheremo di capire come fare per non essere mai fuori luogo specialmente in questo periodo dell’anno in cui abbondano le cene e i pranzi con gli amici e i parenti. Queste poche regole ti dovranno accompagnare per sempre e in ogni circostanza.

L’importanza delle buone maniere: dare e ricevere “gentilezza”

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Le regole del Galateo non sono solo vezzi da persone snob ma sono fondamentali per “dare” gentilezza e distinguersi (Terri Cnudde da Pixabay)

Forse ti starai chiedendo a cosa serve conoscere le regole del Galateo e le sue origini. Anche se oggi siamo abituati a vivere in modo frenetico e spesso troppo indifferente nei confronti degli altri e di quello che ci circonda, vogliamo puntualizzare che sapersi comportare in modo elegante è importantissimo.

Conoscere le buone maniere vuol dire conoscere la storia dei propri comportamenti, conoscere se stessi e avere maggior attenzione anche nei confronti delle altre persone.

Ma se stai pensando che il Galateo consiste solo nell’acquisto dei piattini del pane e nello sbucciare una mela con forchetta e coltello stai sbagliando di grosso.

Le buone maniere sono molto di più, consistono in una serie di consigli per avere maggior attenzione verso il prossimo e per far sì che l’istinto animale e spesso individualista non prenda il sopravvento sul vivere con cortesia i rapporti umani.

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Il Galateo non è roba da persone snob o classiste. Non bisogna avere un gran conto in banca o degli avi aristocratici per conoscere le buone maniere. Anzi, molto spesso sono proprio le persone più umili a comportarsi meglio.

Oggi essere educati vuol dire avere la cura di non ferire o non invadere qualcuno con il nostro comportamento.

Alcuni sociologi sostengono che le norme comportamentali aiutino l’uomo nel suo processo di civilizzazione ad allontanarsi dalla loro bestialità, dal loro lato animale. In più, possedere queste competenze, vuol dire star bene in qualsiasi circostanza e non permettere a nessuno di farci sentire inadeguati.

Le origini del Galateo, perché si dice così?

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Sapevi che “Galateo” è il titolo di un trattato che risale alla metà del 500′? (Michal Jarmoluk da Pixabay)

Lo sapevi che la parola “Galateo” è il titolo di un trattato? Ebbene sì, il trattato si intitola “Galateo overo de’ costumi” ed è stato scritto da monsignor Giovanni Della Casa per spiegare bene quali sono le “regole di buona creanza”.

Giovanni Della Casa era un ecclesiastico e letterato di origine fiorentina che dedicò il libro al suo amico Galeazzo (dal latino Galatheus) Florimonte, che era il vescovo di Sessa Aurunca in Campania, noto per essere una persona dai modi cortesi, e che gli aveva consigliato di pubblicare il trattato.

Della Casa scrisse il trattato intorno al 1550, nell’abbazia di Nervosa, sulle pendici della marca trevigiana e ancora oggi quelle pagine vengono studiate nelle università. Basti pensare che l’università Sapienza ha istituito un corso di buone maniere in collaborazione con l’accademia italiana del Galateo.

Questo era qualche cenno storico e culturale semplice per renderti più consapevole di quello che andremo a spiegare. Troppo spesso, la conoscenza dell’origine delle parole e del loro reale significato viene data per scontata e invece è veramente molto importante perché anche una piccola informazione può “illuminati”, aprirti le porte di un mondo che non conoscevi.

L’ospite perfetto: mai in ritardo e mai in anticipo

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Come comportarsi in modo educato quando si è ospiti a pranzo o a cena da amici (Element5 Digital da Pixabay)

Le feste di Natale sono l’occasione migliore per poter sfoggiare le buone maniere e comportarsi da perfetto ospite o da impeccabile padrone di casa. Qui di seguito ti elencheremo alcune regole d’oro per avere un comportamento adeguato a cena.

Come prima cosa parleremo di puntualità. Capita spesso di essere invitati a cena o a pranzo a casa di amici o di parenti con i quali si ha una certa intimità. La confidenza però non deve essere un alibi per non fare caso all’orologio sia per quanto riguarda l’orario dell’appuntamento che per quanto concerne l’ora di andar via.

Devi imprimere nella tua mente una cosa importantissima: la puntualità è sinonimo di educazione e di rispetto nei confronti degli altri, non solo quando si tratta di appuntamenti formali o di lavoro.

Il nostro consiglio è il seguente: se sei un ritardatario/a cronico segna in agenda il vostro appuntamento con mezz’ora d’anticipo. Occhio però a non arrivare troppo in anticipo perché potresti mettere in imbarazzo i padroni di casa sottraendogli tempo prezioso alla preparazione della cena o alla loro preparazione.

Dunque, ti raccomandiamo di essere sempre puntuale e di rispettare gli orari che ti vengono dati. La tolleranza è di massimo 15 minuti, non di più.

Mai presentarsi a mani vuote

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Portare un pensiero ai padroni di casa quando si è ospiti è un gesto di buona educazione (Free-Photos da Pixabay)

Devi sapere che presentarsi a mani vuote quando si è invitati a cena da amici o parenti è un gesto sgarbato. Portare con sé un pensiero per i padroni di casa è il minimo per essere considerati ospiti cortesi.

Se stai pensando che il miglior dono da portare è un dolce, beh stai sbagliando. O meglio, bisogna fare delle distinzioni importanti.

Il galateo ci ricorda che portare in regalo cibo o bevande in occasione di un invito a cena non è una buona idea perché cibi e bevande provenienti dall’esterno potrebbero rovinare il tema delle portate scelte dai padroni di casa per il menù.

Seguire questa regola è importante ma con delle dovute eccezioni. E’ possibile portare in dono bottiglie di vino pregiato o di liquore che sono, per tradizione, un classico dono sempre gradito al padrone di casa).

Tuttavia, se si tratta di un invito formale il Galateo è tassativo: evitare cibi non si portano mai piatti di cibo o dessert perché la padrona di casa sarebbe obbligata ad offrirli ai presenti. Al massimo potresti portare in omaggio dei cioccolatini.

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Per quanto riguarda invece gli inviti informali fatta da amici intimi o dai parenti stretti, allora sì, è possibile portare del cibo in dono.

In genere si può regalare del cibo in situazioni improvvisate o in quelle in cui è prevista la partecipazione attiva degli invitati come per esempio le grigliate, un pranzo in giardino tra vicini di casa, un appuntamento tra amici per vedere una partita o un film o un incontro a casa di un collega per cenare in modo veloce e concludere poi un lavoro urgente.

Esiste però un’altra eccezione: è possibile portare per esempio un dolce se la decisione è stata presa di comune accordo dai padroni di casa e e dai suoi invitati.

Da evitare assolutamente invece sono i regali per la casa o per il giardino quando non si conosce lo stile dell’abitazione, ma anche conoscendolo non è detto che la scelta dell’orpello venga apprezzata dal ricevente.

Un altro omaggio che si porta spesso sono i fiori. Ma qui c’è da fare una precisazione. Il mazzo di fiori fresco potrebbe mettere la padrona di casa nelle condizioni di dover trovare un vaso proprio nel momento in cui è impegnata con gli ultimi preparativi per la cena.

Se invece non vuoi sbagliare, ti consigliamo di regalare una pianta da appartamento, forse più scomoda da portare con sé ma più semplice da posizionare una volta arrivati in casa.

In ultimo, se non ti va di essere troppo scontato, se i padroni di casa hanno dei bambini potresti optare per un regalo per loro come ad esempio dei giochi di società o dei libri. Evita di comprare dei videogiochi o altri giocattoli perché non sai quali sono le regole imposte dai genitori in tal senso.

Il cellulare tienilo in tasca o in borsa!

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Usare il cellulare a tavola è un gesto rozzo e maleducato (Steve Buissinne da Pixabay)

Questo ormai lo sanno tutti: il cellulare a tavola è assolutamente vietato. Mai dunque poggiarlo sulla tovaglia o, addirittura, usarlo per leggere i messaggi, guardare le notifiche di Facebook o le storie di Instagram.

Si tratta di comportamenti, anche se spesso accettati o tollerati perché gli smartphone fanno parte integrante delle nostre vite, assolutamente rozzi e maleducati.

Le regole che vengono applicate in merito allo smartphone durante il tempo che si è tavola sono abbastanza ferree. Il nostro consiglio è quello di lasciarlo nella tasca del cappotto o nella borsetta con il silenzioso per evitare di essere disturbati e dunque disturbare la conversazione.

I motivi sono diversi. Come prima cosa, non è per nulla bello guardare il cellulare mentre si sta condividendo qualcosa, da un calice di vino a un piatto di pasta o a una semplice chiacchierata.

Poi c’è un motivo che riguarda prettamente l’igiene poiché il display del cellulare è un ricettacolo di germi e batteri. Basti pensare a quante volte lo tocchiamo con le mani non proprio pulite. Dunque meglio evitare che i germi intacchino le posate o il cibo che sta sulla tavola dove stai mangiando.

In più, c’è una questione estetica. Se tieni il cellulare accanto a te la persona o le persone che mangiano con te penseranno che non gli stai dando alcuna importanza.

Tuttavia, ci sono delle piccolissime deroghe. Se, per esempio, stai aspettando una chiamata importante, prima di rispondere è meglio che ti alzi e ti scusi per la chiamata ricevuta. Ricorda di tenere un tono basso divoce e non assentarti troppo a lungo.

Come mangiare per evitare figuracce

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Come stare seduti a tavola e quali comportamenti adottare per non risultare maleducati (Ryan McGuire da Pixabay)

Le regole per non fare figuracce a tavola mentre si mangia non sono affatto scontate. Basti pensare che, ancora oggi, un sacco di persone non conoscono le basi del bon ton a tavola.

Inizieremo dunque dalla cosa più scontata cioè la postura da tenere a tavola che deve essere sempre composta, con la schiena ben dritta, senza mai appoggiare i gomiti sul tavolo. Le braccia vanno lungo i fianchi e solo le mani sul tovagliato.

Prova, però, a non rimanere inchiodato alla sedia in una posa eccessivamente “ingessata” perché più che ben educato/a potrebbe farti apparire un po’ a disagio.

Poi, ricorda sempre che è il cibo che va alla bocca e mai il contrario. Curvarsi sul piatto e mangiare con foga ti farebbe apparire un bifolco/a dunque ricorda di stare dritto e fare in modo che sia la forchetta ad avvicinarsi alla tua bocca.

Capiamo bene che non ti vuoi sporcare ma ricorda che il tovagliolo si mette sulle ginocchia, in modo da utilizzarlo quando necessario. È da maleducati legarlo intorno al collo o infilarlo nel colletto della camicia. Alla fine del pasto non si ripiega il tovagliolo, ma lo si riappoggia alla sinistra del piatto prima di alzarsi.

Un’altra cosa molto importante riguarda il cosiddetto primo boccone. Anche se sei affamato/a e i padroni di casa hanno tardato con la preparazione della cena devi aspettare che tutti i commensali siano serviti e che la padrona o il padrone di casa prenda il primo boccone.

Prima di passare all’ultima regola ma anche la più importante, facciamo un cenno sulle posate e i bicchieri.

Ricorda queste regole fondamentali: non appoggiare coltello e forchetta ai bordi del piatto, ma all’interno e mai disposte a croce. Quando avrai finito di mangiare mettile parallele nel piatto come se fosserodue lancette di orologio che segnano le sei e trenta.

Se il numero delle posate ti manda in confusione non ti preoccupare, basta che inizi da quelle esterne e procedi verso l’interno. La forchetta deve essere tenuta con la mano destra, tra pollice e indice, mentre quando tagli devi tenerla con la sinistra.

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Con la stessa mano poi prendi il cibo tagliato e portalo alla bocca, senza posare il coltello o cambiare mano. Il cucchiaio invece si tiene tra pollice e indice della mano destra e va riempito a metà per non rischiare esondazioni e soprattutto non si usa mai insieme alla forchetta per arrotolare gli spaghetti.

Per quanto riguarda i bicchieri invece devi ricordare di usare prima quelli che sono più a sinistra procedendo verso destra. Infine, ti ricordiamo che devi prendere il bicchiere dallo stelo e non dalla parte alta e asciugare la bocca prima e dopo aver bevuto.

L’ultima regola ma anche la più importante riguarda i rumori. Se sei abituato/a a fare rumori mentre mangi questo è un vero problema. I rumori quando si mangia o quando si beve sono proibiti in qualsiasi circostanza, anche se stai cenando da solo/a davanti alla televisione.

Infatti, se pensi che un sonoro rutto a fine pasto sia segno di aver gradito il cibo stai sbagliando e di grosso!

Conversazione: ecco gli argomenti tabù

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Quali sono gli argomenti di conversazione da usare quando si è invitati a cena? (Free-Photos da Pixabay)

Quali sono gli argomenti di conversazione che, secondo il galateo possono essere affrontati e quali, invece, è meglio evitare?

Prima di dirti quali sono gli argomenti sì e quali quelli no è importante precisare che gli argomenti di conversazione sono abbastanza soggettivi perché possono variare in base anche al grado di confidenza che avrai con chi ti ha invitato.

Possiamo però affermare tranquillamente che a tavola secondo il galateo si parla essenzialmente di temi d’interesse generale: non troppo frivoli, ma nemmeno pesanti, in grado di coinvolgere tutti i commensali.

Infatti, è assolutamente vietato trattare di argomenti che coinvolgono solo una parte degli ospiti.

Per quanto riguarda l’ascolto invece non si deve essere taciturni ma bisogna sapere anche quando è necessario rimanere zitti e lasciar parlare chi ci è vicino.

Veniamo adesso ai temi assolutamente vietati.  Ti sconsigliamo vivamente di parlare di tragedie, come morti, malattie, disgrazie o tutti quegli argomenti che potrebbero provocare tristezza tra i commensali e cattivi umori tra le persone più sensibili.

In più, l’armonia durante una cena o un pranzo tra amici o parenti non va mai turbata con conversazioni politiche o religiose che possono essere profondamente divisive e generare veri e propri momenti di tensione.

Inutile dire che è assolutamente vietato di parlare anche di dettagli disgustosi o raccapriccianti.

Infine, non è consigliabile parlare troppo di noi stessi, criticare il cibo e il menù servito così come l’eventuale personale di servizio, e parlare di denaro.

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Non fare rumori quando si mangia, portare sempre un pensiero ai padroni di casa, non arrivare mai in ritardo: le regole del Galateo per fare un figurone a cena (Free-Photos da Pixabay)

Assolutamente vietato, infine, di parlare male di persone assenti o di temi troppo osé e scandalosi.

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