Rimedio contro l’Alzheimer: conoscere le lingue aiuta? La risposta

Numerosi studi hanno dimostrato che parlare due o più lingue è vantaggioso a livello neuro-cognitivo: minor rischio di contrarre l’Alzheimer.

Cervello – Fonte Getty Images

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È ormai noto nel mondo delle scienze cognitive che avere una competenza attiva in due o più lingue può giovare alla nostra mente. Difatti, neurologi e linguisti si trovano d’accordo a condividere questa meravigliosa realtà: parlare abitualmente lingue differenti ha enormi vantaggi per il nostro apparato cognitivo. Non a caso, numerosi studi longitudinali internazionali hanno dichiarato che persone bilingui e poliglotte hanno meno probabilità di sviluppare sintomi associati al declino cognitivo, quali l’Alzheimer e la demenza. Queste malattie neurodegenerative, che insorgono con il naturale processo di invecchiamento, possono essere vinte dalle nostre abilità plurilinguistiche. Il motivo è molto semplice. Oltre a essere meri strumenti comunicativi, le lingue sono anche mezzi essenziali di cui si serve il pensiero per concretizzarsi in espressione; in questo caso mediante una forma fonico-acustica.

I VANTAGGI PER LA MEMORIA E PER LE FUNZIONI ESECUTIVE

Cervello con il metodo sottrattivo (tecnica di Neuroimaging) – Fonte Getty Images

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I miglioramenti neuro-cognitivi non avvengono solo negli individui bilingui, vale a dire parlanti nativi di due o più lingue. Anche chi apprende un linguaggio in età più avanzata ha dimostrato di avere una mente giovane, poliedrica e ben organizzata. Avere la padronanza in più strumenti comunicativi è sinonimo di un cervello allenato: il nostro macrosistema risulta sempre attivo e altamente strutturato al suo interno. Dunque due lingue sono sicuramente meglio di una; ma tre è ancora meglio di due. Difatti, l’apprendimento e l’esecuzione linguistica innesca l’attivazione metabolica di tutte le aree cerebrali: l’afflusso sanguigno scorre dai gangli basali alla neocorteccia. Le funzioni più favorite dalla competenza plurilingue sono quelle mnemoniche e quelle esecutive. 

Aree cerebrali – Fonte Getty Images

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Queste ultime sono essenziali per la regolazione dei processi di pianificazione, controllo e coordinazione del sistema cognitivo.

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Fonte: studi personali accademici e di ricerca in neurolinguistica