Chirocefalo del Marchesoni, il crostaceo preistorico a rischio estinzione

Uno dei più antichi crostacei presenti sul Pianeta è a rischio estinzione a causa della siccità: si tratta del chirocefalo del Marchesoni.

Chirocefalo del Marchesoni estinzione
Chirocefalo del Marchesoni (Wikipedia)

Il chirocefalo del Marchesoni è a rischio estinzione. Dopo due milioni di anni dalla sua comparsa sul Pianeta, oggi a causa della siccità potrebbe scomparire per sempre. Il crostaceo dalle dimensioni ridottissime vive sull’Appenino e adesso la mancanza d’acqua, nonostante le sue incommensurabili doti d’adattamento, ne starebbe mettendo a repentaglio la sopravvivenza.

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Chirocefalo del Marchesoni, il crostaceo preistorico a rischio estinzione a causa della siccità

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(Getty Images)

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Un altro campanello d’allarme che suona quello della quasi imminente scomparsa del chirocefalo del Marchesoni. Un crostaceo preistorico che a causa del surriscaldamento globale e della conseguente siccità dopo duemila anni ora rischia di scomparire.

Nelle alte vette degli Appenini, sul Lago Pilato, questo particolare essere ha trovato il proprio habitat. Le sue dimensioni ridotte, lungo infatti quasi 1cm, gli hanno consentito di adattarsi a tutti i mutamenti della Terra. Ma adesso, quando a venir meno è l’acqua le sue doti potrebbero non essere più sufficienti. A tenere sotto controllo le sue condizioni, riporta La Repubblica, hanno iniziato nel 2017 degli studiosi dell’Università di Perugia guidati dal Professor Massimo Lorenzoni. Un intervento richiesto con urgenza dall’Ente Parco Nazionale dei Sibillini che aveva notato appunto il calo del livello dell’acqua. Non solo. A mutare sarebbe stato l’intero ecosistema testato tramite esami chimici che hanno richiesto un lavoro senza pari. Il piccolo crostaceo senza carapace, pur avendo una struttura genetica in grado di adattarsi anche al più piccolo mutamento non riuscirebbe a smaltire il grande stress cui ora è sottoposto.

Il professor Lorenzoni, sul punto, avrebbe dichiarato che questo crostaceo potrebbe essere la prima specie ad estinguersi a causa del surriscaldamento globale. Funge da spia, come lo furono i cardellini per i minatori quando dovevano rilevare la presenza di grisu. Sarebbe in grado, ha chiosato, di informare l’uomo in anticipo permettendo alla razza umana di salvarsi.

La carenza d’acqua per questo animale si traduce in uno sconvolgimento del suo habitat che lo costringerebbe a mutare le proprie abitudini. In primis quelle della riproduzione. Ciò si tradurrebbe in un’estinzione della specie.

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Un luogo ostico quello in cui si trova il chirocefalo che ha costretto l’equipe ad adattarsi a condizioni estreme pur di monitorarlo. Con il tempo dovranno, infatti, rilevare i valori di numerosi elementi anche dell’ossigeno per proseguire le loro ricerche.