Truffa all’Unione Europea, sequestro per oltre mezzo milione all’eurodeputata

Truffa all’Unione Europa: sequestrato mezzo milione a Lara Comi, ex eurodeputata di Forza Italia. Ci sono altri indagati

Consiglio europeo
BANDIERE(Getty Images)

Personale assunto in maniera fittizia. E’ quanto emerge dall’inchiesta che ha portato al sequestro di oltre mezzo milione di euro per l’ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi. E’ quanto riporta il Fatto Quotidiano. Secondo il quotidiano, la Procura scrive: “Lara Comi” ha “in modo sistematico e assolutamente spregiudicato piegato ai fini personali il proprio ufficio pubblico commettendo una serie di illeciti allo scopo di drenare denaro dalle casse dell’Unione europea”. Scrive sempre il Fatto Quotidiano, che tutto sembra essere partito da una segnalazione anonima pervenuta all’ufficio europeo antifrode (Olaf). In questa denuncia si parlava di  “alcune presunte irregolarità a danno del bilancio Ue e gravi inadempimenti degli obblighi professionali da parte di Lara Comi”, scrive il Fatto. Così è partita l’acquisizione dei documenti che ha portato la procura a risalire ai fatti.

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Così, il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha eseguito un sequestro da oltre mezzo milione di euro a carico dell’ex eurodeputata. Il Fatto scrive di una prima truffa da 104 milioni di euro per assunzioni fittizie. Successivamente, c’è una ulteriore somma che si aggira sui 400mila euro. Uno degli indagati ha dichiarato ai magistrati, secondo il Fatto Quotidiano, le seguenti parole: “Quando la Comi mi disse di assumere Saia, a differenza delle altre assunzioni, mi chiese di non corrispondere lo stipendio al dipendente ma di effettuare il pagamento a lei stessa che avrebbe provveduto a liquidare personalmente Saia (…). Gli assegni recanti le girate per la monetizzazione venivano sistematicamente consegnati nelle mani di Lara Comi e di Renato Comi (padre dell’ex eurodeputata, non indagato)”. Per quanto concerne il sequestro, una prima somma riguarda 104mila euro relativi agli anni dal 2014 al 2017.

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Il resto della cifra, stando sempre a quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, per la quale è stato disposto il sequestro dal Nucleo riguarda lo stipendio ricevuto da una precedente assistente che ha collaborato per l’ex eurodeputata dal 2010 al 2015. In questa collaborazione ha incassato 522mila euro. Da questa cifra, 311mila sono finiti a Lara Comi “direttamente o attraverso i suoi genitori” afferma il Fatto.